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Goliath Convinto sostenitore della pixel art e della massima semplicità nelle produzioni per le macchine attuali, Goliath non disdegna comunque i videogiochi propriamente moderni. Mastica un po' di tutto, dalle simulazioni sportive agli RPG, ma ha una predilezione mai sopita per l'azione dura e pura.

Sony PlayStation
Rally Cross
Sony | Mark Lyons | Jim Buck | Bob Gordon | Kevin McPherson | Phillip Weeks
04 09 2021

Se è vero che scrivere un articolo riguardo a un gioco, qualunque sia il contenuto dell'articolo stesso, vuol dire far pubblicità al gioco in questione, vedremo almeno di fare a Rally Cross una pubblicità a dir poco pessima. Tanto per partire col piede giusto, il titolo rallistico targato Sony indispone fin dal primo impatto per via dei caricamenti lenti e numerosi. E come se non bastasse, le diverse modalità di gioco e il discreto numero di auto a disposizione risultano alla fine ridondanti, soprattutto nel caso delle vetture (che sembrano all'atto pratico quasi identiche tra loro). Certo, la presentazione non è tutto; peccato che il peggio debba ancora venire.

Tecnicamente, Rally Cross rappresenta un curioso mix tra un titolo ben realizzato e una tragedia totale. Finché il gioco è fermo, infatti, gli scenari proposti riescono a sfoggiare un buon livello di dettaglio e dei colori decisamente vivi e sgargianti, e l'impressione generale risulta molto buona nonostante la realizzazione delle auto sia vagamente comica (i veicoli sono in larga parte squadratissimi e blocchettosi). I guai veri però cominciano quando la luce del semaforo si sposta sul verde: lo scrolling della pista è oltremodo incerto e si sposa perfettamente con le animazioni caracollanti delle vetture, mentre il quadro generale viene completato da una serie di mediocri effetti sonori. Non parliamo poi delle visuali disponibili, tutte troppo basse, e della ridicola velocità del gioco.

Riguardo a quest'ultimo punto c'è da notare la profonda differenza di impostazione tra Rally Cross e quello che era all'epoca il suo più diretto concorrente, ovvero V-Rally; in quest'ultimo capita ancor oggi di mettersi le mani tra i capelli e chiudere gli occhi per via dei folli passaggi ad alta velocità lungo boschi e scarpate, mentre nel gioco Sony si ha sempre l'impressione che le auto si stiano trascinando sulla pista, invece di correrci su a manetta. Il paragone con V-Rally porta inoltre a galla l'aspetto peggiore di Rally Cross, ovvero il modello di guida: il controllo delle auto è lento e gommoso e le vetture impiegano un tempo eccessivo per sterzare da qualsiasi parte e altrettanto per riportarsi nella direzione originale. Non stupitevi quindi se, giocando a Rally Cross, vi ritroverete a zigzagare di continuo, tentando inutilmente di recuperare le imbarcate causate dalle imprevedibili curve dei tracciati.

Questi ultimi sono forse la parte migliore di Rally Cross, dato che sono caratterizzati da una certa inventiva e dalla presenza di bivi e scorciatoie; in effetti con un po' di pratica si potrebbe persino riuscire a imparare a domare le auto, pur di potersi togliere la soddisfazione di sfrecciare lungo le parti più carine delle piste fornite. Peccato che manchino gli stimoli che dovrebbero spingere a lunghe e frustranti sessioni di pratica, tanto più che le auto di Rally Cross si ribaltano ogni due per tre e devono essere rimesse in carreggiata a furia di pestoni sui tasti, mentre i piloti della CPU se ne vanno via indisturbati. In buona sostanza, perché un giocatore sano di mente dell'epoca avrebbe dovuto comprare Rally Cross al posto di V-Rally? Mistero.

[Goliath]


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