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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sony PlayStation
Total NBA 97
Sony | Ben Fawcett | Chris Emsen | John Conners | Paul Nath
05 06 2021

Per me i giochi di basket non erano mai troppi. Adesso non è più così, non solo per colpa mia, ma questa è un'altra storia. Bygones. Figuratevi che a me piacevano già i primi tentativi di simulazione Electronic Arts (Lakers vs. Celtics) che ora sembrano pezzi da museo. E così quando mi sono ritrovato in vetrina la copertina in gomma di Total NBA 97 (marzo 1997, Sony), identica alla superficie di un pallone da basket Spalding, sono rimasto fulminato. Non si giudica un prodotto dalla confezione, va bene, ma sentivo che le speranze di avere su console una simulazione adulta e accurata si stavano concretizzando. Tanto più che il Total NBA dell'esordio aveva già convinto tutti.

Rispetto a quello l'innovazione più evidente era la diminuzione dei tempi di caricamento, prima poco sopportabili, fatto che rappresentava un indizio della reingegnerizzazione del codice di accesso al disco. La seconda cosa che saltava all'occhio era una introduzione filmata ridotta all'osso e quindi in contrasto con le intro da 15 minuti allora di moda (meno male). Si passava quindi a un menu di base (caratterizzato tra l'altro dallo stesso stile e font del primo Total NBA, forse per portare nei videogiochi il concetto di family feeling) ancora più ricco di opzioni, tramite il quale era possibile impostare tutte le caratteristiche di gioco possibili e immaginabili. Da notare tra l'altro che formazioni, divise e statistiche ai tempi erano aggiornatissime e che si potevano anche trasferire e creare giocatori, fatto molto apprezzato dai fanatici del basket studiato a tavolino. In ogni caso, una volta scelte le impostazioni preferite e la propria squadra del cuore (erano disponibili anche le formazioni All Stars delle due divisioni), si passava al gioco vero e proprio, ed era lì che si aveva un vero shock...

I programmatori di Total NBA 97 decisero infatti di utilizzare, nel corso delle partite, la modalità grafica in alta risoluzione, fatto allora inusitato all'interno del catalogo PlayStation. Il risultato, unito alle nuove animazioni in motion capture, è ancora impressionante. In ognuna delle tante visuali disponibili potrete infatti ammirare giocatori dettagliatissimi muoversi con grande realismo, passare e tirare con la massima plasticità e soprattutto schiacciare a canestro in modo spettacolare. Anche le texture sono di ottimo livello, tanto che le facce dei giocatori sembrano reali e non appiccicate lì per caso, come accadeva spesso. Il tutto viene accompagnato da campi ottimamente realizzati, arricchiti da luci e riflessi, e da un sonoro adeguato e 'vivace' (disponibile in Dolby Surround), con musiche magari ripetitive e uno 'squeak' continuo, ma con una telecronaca finalmente verosimile.

Il lato tecnico è quindi di alto livello, ma la caratteristica migliore di Total NBA 97 è sicuramente rappresentata dal fantastico gameplay. Le azioni filano via con una fluidità e un realismo unici, grazie a un controllo estremamente sensibile (ottima inoltre la modalità di passaggio a icone, realizzata sulla falsariga dei titoli hockeystici di Sony USA) e al comportamento intelligente dei giocatori assegnati alla CPU. È possibile eseguire movimenti e finte di ogni tipo, disorientando la difesa avversaria e bloccandone l'attacco, a seconda dei casi, senza che venga mai meno quella spettacolarità che rende il basket uno sport così attraente e movimentato. Gli schemi disponibili non sono molti (nemmeno pochi), ma a differenza di quanto accade in molti titoli del genere sono tutti perfettamente funzionanti ed efficaci, il che fornisce al giocatore una scelta adatta per ogni situazione di gioco. In poche parole, non è raro trovarsi di fronte ad azioni degne della migliore partita trasmessa in tele, con la differenza che qui si risponde direttamente delle azioni degli spilungoni sullo schermo.

La conclusione di tutto questo è che con Total NBA 97 si arriva a una unione quasi ideale tra la profondità strategica della pallacanestro e la leggerezza della partitella arcade. Niente di meglio per il pubblico delle console, allergico alle simulazioni più seriose ma alla ricerca di qualcosa di diverso da un semplice coin-op. Con Total NBA la PlayStation, grazie alla sezione sviluppo della casa madre (SCEE), andava a riempire quel vuoto. Inutile dire che proprio in questa abilità nel capire il mercato, più volte dimostrata, risiedeva il segreto del successo della console Sony.

[NO1]


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