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Goliath Convinto sostenitore della pixel art e della massima semplicità nelle produzioni per le macchine attuali, Goliath non disdegna comunque i videogiochi propriamente moderni. Mastica un po' di tutto, dalle simulazioni sportive agli RPG, ma ha una predilezione mai sopita per l'azione dura e pura.

[nuRetro] Nintendo Switch
Alwa's Legacy
Elden Pixels
10 10 2020

Disponibile anche su:
[ macOS | Windows ]

Dopo il successo di Alwa's Awakening, divenuto in breve tempo un piccolo 'cult' e portato spesso come un fulgido esempio del modo corretto di realizzare un 'metroidvania' fedele ai classici e al tempo stesso rispettoso dei moderni canoni del videogioco, gli sviluppatori del team Elden Pixels non se la sono probabilmente sentita di abbandonare (si fa per dire, ovviamente) i tanti fan della loro avventura. Hanno quindi deciso di proseguire sulla strada tracciata da Alwa's Awakening con questo Alwa's Legacy e già dopo pochi minuti di gioco non si può che definire azzeccata la loro scelta.

Alwa's Legacy rappresenta infatti una sorta di compendio di tutto quel che un 'metroidvania' dovrebbe fare per risultare appassionante, il che la dice lunga sulla maturità raggiunta dai ragazzi di Elden Pixels. La storia non è rivoluzionaria: l'eroina di turno, che risponde al nome di Zoe, soffre della classica amnesia che nel corso degli anni ha colpito decine di personaggi dei videogiochi. Dovrà quindi esplorare le lande di Alwa, affrontare demoni di ogni risma e raccogliere artefatti magici per tentare di recuperare i suoi ricordi e comprendere il suo destino. Non è nella trama, però, che vanno cercati i punti di forza di Alwa's Legacy, bensì nella struttura di gioco che gli sviluppatori sono riusciti ad allestire.

Alwa's Legacy, tanto per cominciare, è un gioco tutt'altro che lineare. È infatti possibile esplorare il mondo con una certa libertà, scegliendo il percorso da intraprendere e andando a caccia di segreti, di oggetti da mettere nell'inventario e di avversari da ridurre a più miti consigli. C'è chiaramente un tracciato ideale da seguire e il gioco offre diversi indizi in merito, ma il giocatore non è mai davvero costretto ad andare nella direzione indicata dagli eventi e ciò arricchisce il senso della scoperta e il piacere dell'esplorazione. Girovagare per le terre di Alwa, d'altro canto, è un autentico piacere: merito di un impianto grafico di notevolissima caratura, passato dalla riproposizione in chiave aggiornata dell'aspetto dei titoli per NES all'adozione di una 'pixel art' più moderna. Gli sprite sono ben fatti e animati con cura e i blocchi che vanno a formare piattaforme, muri, scale e via dicendo sono di eccelsa fattura, ma sono i fondali a lasciare spesso e volentieri a bocca aperta grazie ai loro finissimi dettagli e all'impeccabile scelta dei colori. Non è da meno poi l'accompagnamento musicale, già meritevole di lodi nel primo capitolo della serie e qui ancor più pregevole.

Il gameplay vero e proprio, da parte sua, è altrettanto valido. L'esplorazione, come detto in precedenza, è un po' il cuore dell'intera avventura, ma gli scontri con gli avversari e i balzi di piattaforma in piattaforma sono egualmente importanti e hanno ricevuto le stesse attenzioni da parte degli sviluppatori. Il sistema di controllo è reattivo e ben congegnato, i piccoli enigmi stimolano efficacemente le meningi e le sezioni caratterizzate da salti più impegnativi della media richiedono riflessi pronti e una precisione non trascurabile. Ad aiutare il giocatore, però, provvedono le abilità che la protagonista può acquisire e in seguito potenziare: vengono sfruttate sempre e comunque nel miglior modo possibile in relazione all'economia di gioco e sono state inserite egregiamente nel flusso dell'avventura, consentendo al giocatore di accedere a nuove località man mano che si sbloccano i poteri di Zoe e addirittura di optare per stili di gioco diversi, che possono essere marcatamente offensivi o difensivi a seconda delle preferenze personali.

Alwa's Legacy, infine, ha il pregio di non tirare la faccenda troppo per le lunghe. Alcuni potrebbero considerarlo semplicemente breve, ma da queste parti non la pensiamo così: ha invece la durata perfetta per un titolo del suo genere ed evita di annoiare o di sembrare stiracchiato. Non ci sono momenti morti, le scoperte e le sorprese si susseguono con un buon ritmo ed è possibile andare per la tangente ed esplorare strade secondarie senza che ciò si traduca nella necessità di trascinarsi in giro per il mondo di gioco per ore e ore. I ragazzi di Elden Pixels si confermano quindi come i maestri dei 'metroidvania compatti' e hanno per questo tutta la nostra stima e la nostra incondizionata ammirazione.

[Goliath]


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