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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Sinclair ZX81
Mazogs
Bug-Byte | Don Priestley
13 12 2017

Mazogs è probabilmente il miglior gioco in assoluto su ZX81, con buona pace del pur magnifico 3D Monster Maze. Almeno secondo chi scrive, s'intende. La scelta tra questi due capolavori è in fin dei conti una mera questione di gusti personali, ma è oggettivamente impossibile sottovalutare quanto fatto da Don Priestley con il suo incredibile emulo di Rogue, in particolar modo se si tengono in considerazione le misere capacità dello ZX81 (che deve comunque essere dotato di un'espansione di memoria per far girare Mazogs).

Tanto per cominciare, Mazogs vanta una grafica spettacolare. L'iniziale vista complessiva del labirinto può trarre in inganno, con i suoi minuscoli caratteri, ma si tratta di una semplice introduzione. Una volta avviata l'avventura vera e propria, infatti, il personaggio controllato dal giocatore, gli avversari, gli oggetti e i blocchi che compongono le segrete sono a dir poco enormi e lasciano letteralmente a bocca aperta chi è abituato alle 'normali' prestazioni grafiche dello ZX81. Il mondo di Mazogs è in grado di generare un coinvolgimento totale, se affrontato con la consapevolezza di esser seduti di fronte a una macchina del 1981.

A rendere davvero memorabile Mazogs, però, è la sua struttura di gioco. Bisogna esplorare dei labirinti alla ricerca di un tesoro e poi riguadagnare l'uscita, evitando o abbattendo gli avversari e cercando di non perdersi, ma è il modo in cui l'argomento è stato sviluppato da Priestley a brillare sul serio. Tanto per cominciare, i tre diversi livelli di difficoltà modificano il gioco in maniera piuttosto corposa, andando a influenzare tra le altre cose il numero di mosse disponibili per il completamento della missione e il comportamento degli avversari. E poi c'è l'ossatura di base, tanto solida quanto efficace nel titillare le meningi del giocatore.

Le spade, per esempio, possono essere utilizzate contro un solo nemico dopo esser state raccolte: il sangue dei Mazog le distrugge dopo il combattimento, per cui è necessario ricordare dove sono posizionate (anche perché non se ne può portare in giro più di una alla volta). Gli avversari possono essere attaccati anche senza brandire una spada, ma in questo caso la percentuale di successo è del 50% e bisogna essere davvero disperati per rischiare così tanto. E poi ci sono i prigionieri, che rappresentano forse il più geniale tra i tocchi di classe (uno su tutti: l'eroe lascia dietro di sé delle utilissime orme) sparsi qua e là per il gioco. Sono stati intrappolati dai Mazog nelle pareti del labirinto, all'interno delle quali spiccano i loro occhi, ma non possono essere liberati. Possono invece essere interpellati sull'ubicazione del tesoro (o dell'uscita, nel caso in cui i preziosi siano già stati recuperati), che indicheranno per una decina di secondi tramite delle scritte sovrimpresse al percorso giusto da seguire.

In Mazogs, per farla breve, c'è tutto: la grafica, l'esplorazione, il combattimento, la suspense e persino un pizzico di interazione con i personaggi non giocanti, se così vogliamo chiamare i prigionieri. E c'è anche la longevità: i labirinti vengono generati casualmente all'inizio di ogni partita e, sebbene il gioco possa sembrare sin troppo facile al primo livello di difficoltà, diventa assai più cattivo al secondo e addirittura perfido al terzo, offrendo così una sfida degna di tale nome. Difficile ottenere di più da uno ZX81, con o senza un'espansione di memoria.

[Nyabot]


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