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Bisboch Bisboch ha una grande forza: un passato vacuo, inutile e decadente, che gli permette di vivere anche il presente, e presumibilmente anche il futuro, in modo vacuo, inutile e decadente. Ulteriormente provato dalla profonda consapevolezza di tutto ciò, Bisboch vive in un limbo simile a una reverie proustiana, ma con meno madeleine e molta più carne avariata nel frigo, perché il tempo passa, Bisboch, e tu ancora qua con 'sti retrogiochini del menga.

Arcade 8 bit
Mikie
Konami
16 01 2016

Oggi non ci si pensa, ma gli anni Ottanta sono stati anche un grande calderone revival degli anni Sessanta. Se nei Settanta era demodé appellarsi al decennio precedente, negli anni Ottanta esplode quella voglia di leggerezza assoluta, di surf, di ragazze ye' ye', di campus americani e di canzonette dei Beatles primo periodo. È la celebrazione di quei primi, favolosi anni Sessanta americani, quell'istante sospeso tra la 'renaissance' degli anni Cinquanta del rock'n roll e il drammatico assassinio di Kennedy.

"Drriiiiiin!", per fortuna vostra suona il campanello, e 'sta discutibile lezione di storia contemporanea 'for dummies' finisce qua. È l'ora della merenda! Altro che fumare nel gabinetto, è il momento di compiere azioni sovversive ai danni di qualche grossa casa di software. Ad esempio scaricando il MAME e tutte le ROM che compongono i set completi del gioco Mikie. Caricate. Insertate il coino. Puntate. Premete Start.

"Drriiiiin!", un'altra campanella. Che diavolo succede? Niente invasori da ammazzare, niente simulazioni sportive, in Mikie vi ritrovate sbatacchiati spazio-temporalmente nei panni di uno scolaro di una 'high school' di quei primi, favolosi anni Sessanta americani, quell'istante eccetera eccetera. Una classe gremita di studenti, un professore spelacchiato che scrive alla lavagna la formula della relatività e sembra non curarsi di voi. La colonna sonora, una pimpante versione di A Hard Day's Night dei Beatles, vi spinge inevitabilmente ad alzarvi dal banco, ed ecco che il prof punta decisamente su di voi per riportarvi all'ordine. Ma Mikie non è uno studente disciplinato: basta guardare la giacchetta che si porta appresso e il bananone stile Grease per capire che voi, nel comandarlo, dovrete essere facinorosi al limite del teppismo.

BAM! Una capocciata al prof e comincia il cimento. Il gameplay si dimostra subito inusitato: dobbiamo prendere a sculettate i nostri compagni di classe per recuperare i cuori (rappresentazione iconica delle lettere d'amore) nascosti sotto i loro seggiolini; strana situazione per un gioco dell'84, ma a ben guardare è solo il caro vecchio labirinto riveduto e corretto in salsa Sixties. Nel frattempo però il prof. si è alzato. Ci insegue senza sosta. Esasperato, ci bersaglia con la sua dentiera. Dio, quanto ce la ridevamo con questo tipo di humour, noi scolari degli anni Ottanta, sospesi tra Mikie e i Ragazzi della Terza C. Oggi il mondo della scuola non è più occasione di ilarità, anzi, al massimo di depressione. Mentre sprofondiamo in questi e altri pensieri di analogo spessore, il nostro tour sculettante della classe è ultimato.

Prima di lasciare la classe, prendetevi il tempo di tirare tre testate alla cattedra: apparirà un cameo di Circus Charlie, altro personaggio Konami che rivela la precoce vocazione autocitazionista della casa di Osaka, poi sviluppata in Parodius.

Eccoci nei corridoi della scuola. Ci si mette pure il bidello. Raggiunti gli spogliatoi, al dinamico duo di inseguitori si aggiunge un cuoco. La sensazione di essere in una comica in bianco e nero in stile 'slapstick' è sempre più tangibile, mentre appaiono oggetti da tirare agli implacabili tra cui le immancabili torte in faccia. Una testata alla porta giusta nell'ennesimo corridoio e l'apparizione di una fanciulla-bonus in sottoveste, maliziosa ma certo non volgare, conferma questa sensazione 'old-skool'. Un'altra manciata di schemi giocati tra refettorio, sala da ballo e giardinetti e capiremo il perché di tanto daffarsi per il nostro Mikie: egli rubava tutte quelle parole-cuori ai compagni per poi comporre una 'love letter' per la sua bella.

E finirebbe qui, con Mikie delineabile come un Pac-Man evoluto all'ennesima potenza, tematizzato in maniera originale e azzeccata grazie all'evoluzione grafica dei chip 'mid-eighties'. Difficile, proibitivo come tutti i coin-op di allora. Però ci sono ancora un paio di considerazioni perversamente additive per i nostri cinque lettori retrogiocosi.

Uno. Mikie rappresenta uno dei primi e più completi esempi di adattamento culturale. In Giappone, infatti, le scuole sono notoriamente diverse dall'America. E infatti il titolo nipponico di Mikie era Shinnyuu Shain Tooru-kun e la grafica era totalmente diversa. Mikie, o meglio, Tooru, indossava la rigorosa divisa scolastica jappo, e così tutti gli altri alunni. Addirittura, nel quarto quadro, al posto dei giocatori di football troverete ad ostacolarvi i tipici poliziotti da giardinetto del Sol Levante.

Due. Esiste una versione di Mikie particolarmente bastarda, nota come Mikie High School Graffitti. Niente testate, sostituite da un grido iconizzato, forte di una gittata ben inferiore. Come se non bastasse, il corpo insegnante non può mai essere sbattuto al suolo. Fateci caso, e fate caso che, al contrario potete liberamente urlare in faccia e buttare al suolo tutti gli altri - compagni, bidelli, cuochi... non è ridicolo? Classista? Professori intoccabili! Mah!

Tre. La conversione per Commodore, Spectrum e Amstrad di Mikie si ispirava proprio a High School Graffiti, la versione più difficile e meno godibile. Fu un fiasco notevole. Ma le musiche di Martin Galway per C64 schiacciavano quelle del coin-op e addirittura la 'high score table' era fatta in grafica vettoriale (!), giusto perché quelli di Imagine - gli autori della conversione - avevano ancora dei kilobyte liberi e giravano in Porsche.

Quattro. Nota per gli addetti ai lavori: la versione di Mikie in cui il cuoco tira coltelli e voi rispondete a torte in faccia non è ancora stata emulata. Pensate un po'.

Basta così (anzi no, un'ultima nota: questo articolo proviene dal compianto 'insert-coin.it' ed è giusto ricordarlo). Avete una scuola da mettere a soqquadro, I presume... It's been a hard day's niiight...

[Bisboch]


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