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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Sega Master System
Wonder Boy III: The Dragon's Trap
Sega | Westone
28 10 2005

Tutti conoscono Wonder Boy, è risaputo. Con quel 'tutti', ovviamente, ad indicare coloro che hanno almeno una minima infarinatura relativa ai videogiochi dell'epoca d'oro degli 8 bit. Fatta questa doverosa precisazione, non è sbagliato ribadire che tutti conoscono Wonder Boy. Proprio tutti. Non tutti, invece, sono al corrente dell'evoluzione del ragazzo meraviglia di Sega, avvenuta lungo una serie di produzioni sempre più complesse e, fortunatamente, sempre più valide. Ecco allora che da semplice saltatore di piattaforme, mangiatore di frutta galleggiante nel vuoto e affettatore di mostriciattoli assortiti Wonder Boy è diventato, nel corso degli anni, un personaggio a tutto tondo, protagonista di avventure caratterizzate da una mescolanza pressoché perfetta tra elementi ruolistici e piattaformici. Qualsiasi cosa ciò significhi...

È inutile dire, a questo punto, che Wonder Boy III è una delle avventure poc'anzi doverosamente elogiate. Ed è altrettanto inutile dire che non bisogna farsi trarre in inganno dalla grafica, colorata sì, ma vagamente sottotono: Wonder Boy III è un tripudio di giocabilità, uno di quei titoli in cui la grafica svolge un ruolo unicamente funzionale e nulla di più. Senza un minimo di grafica, d'altra parte, non potreste interagire con il gioco. E allora non sapreste che Wonder Boy viene trasformato in un buffo draghetto poco dopo l'inizio dell'avventura, e che è da qui che hanno inizio i suoi viaggi e le sue peripezie, visto e considerato che l'eroe di casa Sega vuole riguadagnare la sua forma umana. E non sapreste nemmeno che il ragazzo meraviglia può acquistare oggetti ed utilizzarli nei momenti più opportuni, oltre a saltare di piattaforma in piattaforma ed eliminare i suoi avversari. Non sapreste, inoltre, che le aree da esplorare sono decisamente tante, e che non sono suddivise in livelli - è infatti possibile attraversarle in lungo e in largo a piacimento, a patto di avere l'equipaggiamento giusto e la forma adatta. La forma adatta, già, perchè quella del drago non è l'unica mutazione possibile per il povero Wonder Boy, a cui è concesso di trasformarsi (previa risoluzione delle relative sezioni di gioco) anche in un topo, un leone, un falco e un piranha. E, chiaramente, ciascuna delle mutazioni porta in dote poteri specifici, da utilizzare in determinate zone del mondo di gioco. Se non ci fosse un minimo di grafica, insomma, non sapreste di trovarvi di fronte ad uno dei titoli più vari, curati, accattivanti e genuinamente divertenti dell'era degli 8 bit. E allora ringraziatelo, questo minimo di grafica. Che tanto minimo, in fin dei conti, non è...

[Shrapnel]


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