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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

NEC PC Engine
Batman
Sunsoft
03 10 2005

Il PC Engine, oltre che per i fenomenali sparatutto e le ottime conversioni da coin-op, era famoso ai suoi tempi anche per i numerosi giochini semplici e accattivanti con cui allietava gli utenti in cerca di titoli immediati e divertenti. Si trattava nella maggior parte dei casi di prodotti caratterizzati da una grafica tondeggiante e da un gameplay non eccessivamente profondo, la cui rapida assimilazione permetteva ai giocatori di buttarsi a capofitto nel vivo dell'azione senza neanche sfogliare il manuale. Il qui presente Batman, basato sulla prima pellicola tra quelle dedicate all'uomo pipistrello a partire dal 1989, è chiaramente uno dei 'giochini semplici e accattivanti' di cui si è parlato sinora e, ad essere più precisi, è uno dei migliori esponenti della sua peculiare categoria videoludica.

La struttura di gioco di Batman per PC Engine è, per forza di cose, semplicissima: una volta catapultato all'interno di arene vagamente simili a quelle rese note dalla serie Bomber Man, il crociato incappucciato deve interagire con un numero predefinito di oggetti prima dello scadere del tempo limite. Nel primo dei quattro mondi (il quinto, ovvero la cattedrale, corrisponde ad un singolo livello, per di più con una struttura diversa) ispirati alle ambientazioni del film, ad esempio, Batman deve aggirarsi per le strade di Gotham City e recuperare i cosmetici tossici realizzati dal Joker, mentre nel secondo si ritrova a vagare all'interno di un museo per ripulire i quadri imbrattati dal suo acerrimo rivale. Troppo facile? Lo sarebbe se a complicare le cose non ci fossero gli sgherri del solito Joker, suddivisi in diverse tipologie in base alla loro velocità e al loro comportamento. Tali sgherri, fortunatamente, possono però essere immobilizzati per qualche istante con un colpo del batarang, oppure messi fuori combattimento per un periodo un po' più lungo con una bella spinta da far seguire all'immobilizzazione. E quando i nemici diventano troppi? Beh, a questo punto bisogna ingegnarsi per raccogliere i potenziamenti che incrementano numero e gittata dei batarang lanciabili in contemporanea, accelerano i movimenti di Batman, mettono fuori causa tutti gli avversari per un po' e svolgono altre utili funzioni. E, a proposito di ingegnarsi, bisogna anche imparare a sfruttare le corde che portano da un punto del livello all'altro, spesso organizzate secondo sequenze ben precise (da scovare e memorizzare in fretta, visto che il tempo passa e i nemici non stanno certo a guardare). Il tutto, ovviamente, resta molto semplice dall'inizio alla fine del gioco, ma è proprio questo che genera il processo di assuefazione del quale si rimane vittime giocando a Batman: per passare dall'iniziale espressione di sufficienza ad una di totale rapimento bastano pochi attimi, trascorsi i quali ci si ritrova a giocare fino a notte fonda...

[Shrapnel]


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