A.Rea. 21 : retrogaming e videogiochi dal 1996!
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Goliath Convinto sostenitore della pixel art e della massima semplicità nelle produzioni per le macchine attuali, Goliath non disdegna comunque i videogiochi propriamente moderni. Mastica un po' di tutto, dalle simulazioni sportive agli RPG, ma ha una predilezione mai sopita per l'azione dura e pura.

Sony PlayStation
Jet Rider
Sony | SingleTrac
20 11 2021

C'è stato un bizzarro periodo, tanti anni fa, in cui le 'simulazioni' di jetski andavano per la maggiore nelle sale giochi e sui sistemi domestici. Merito di Wave Race 64, probabilmente, il cui successo fu senz'altro la molla che spinse Sony a mettere SingleTrac (sviluppatore numero uno di Sony of America, all'epoca) al lavoro su questo Jet Rider. Ovvero, per farla breve, un gioco senza il benché minimo pregio. Jet Rider era un disastro nel 1996 e lo è ancora (non sarebbe stato lecito attendersi nulla di diverso, in effetti...), anche analizzandolo a mente fredda. Anzi, freddissima: del resto son passati diversi decenni dall'uscita del gioco, no?

Tanto per cominciare, le moto hanno la manovrabilità di una gelatina alla fragola (sì, quelle rosa). Il risultato? Ci si ritrova a vagare da un lato all'altro della carreggiata con continue correzioni di traiettoria, ricevendo dal gioco una sensazione di ingovernabilità davvero deleteria. E questo accade in rettilineo; quando si arriva alle curve c'è proprio da ridere. Le tecniche utilizzabili per stringere l'eccessivo raggio di sterzata portano infatti a situazioni tragiche, dato che sporgendovi dalla moto rischierete costantemente di cadere, mentre l'uso dei 'rampini' magnetici vi porterà spesso e volentieri a rompervi il naso contro i pali che fungono da ancoraggio. Sarebbe in effetti possibile, con un po' di pratica, riuscire a guidare le infami gelatine, ma mancano purtroppo gli stimoli che dovrebbero spingervi a giocare abbastanza da imparare a curvare a cavallo di un jetski di gomma. Gli stimoli in questione vengono infatti barbaramente stroncati sul nascere dalla mediocrità generale del gioco.

Il problema più visibile è senz'altro costituito dalla grafica. Le moto sono decisamente bruttine, mentre gli 'effetti speciali' riescono a essere addirittura peggiori; le nuvole di polvere e terra sollevate dai veicoli sono elementari e gli orribili schizzi d'acqua riducono pure l'effettiva visibilità del tracciato. C'è poi una totale assenza di pulizia nella grafica, mentre l'aggiornamento è talmente 'disordinato' da impedire a volte al giocatore di capire cosa stia succedendo. Da non dimenticare poi l'insopportabile traballio dello schermo che si verifica a ogni urto contro i bordi della pista, mentre una nota speciale va alle musiche in stile telefilm americano degli anni 60/70 che attentano perennemente all'integrità del sistema nervoso.

L'unico punto che avrebbe potuto salvare Jet Rider dalla colonna infame dei giochi indecenti è il layout delle piste. Le moto del titolo Sony non sono infatti limitate all'acqua, ed ecco che i tracciati di Jet Rider spaziano allegramente dal mare alla terraferma, passando per isole, ghiacciai e paludi. Tutto ciò è teoricamente interessante e originale, ma molti dei 10 tracciati disponibili risultano all'atto pratico assai noiosi e irritanti da percorrere per via della pessima disposizione delle curve e del fatto che ogni salto si rivela essere una trappola mortale, dato che sembra sempre che dopo le rampe ci sia qualcosa in agguato, pronto a decapitarvi o a spingervi in un baratro senza fondo.

Il problema più grosso di Jet Rider è comunque l'assoluta mancanza di coinvolgimento, dovuta tanto alla fetente veste audiovisiva quanto alla giocabilità ridotta all'osso. Neanche la modalità per due giocatori riesce a risollevare le sorti della produzione di SingleTrac, dato che non aggiunge nulla e per di più sottrae ulteriore velocità alle gare. Alla fine della fiera, quindi, la sensazione dominante è quella di trovarsi di fronte a un'idea potenzialmente fantastica, sprecata però in modo 'esemplare'.

[Goliath]


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