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Goliath Convinto sostenitore della pixel art e della massima semplicità nelle produzioni per le macchine attuali, Goliath non disdegna comunque i videogiochi propriamente moderni. Mastica un po' di tutto, dalle simulazioni sportive agli RPG, ma ha una predilezione mai sopita per l'azione dura e pura.

[nuRetro] Nintendo Switch
Viviette
DYA Games
19 02 2019

Disponibile anche su:
[ Windows ]

Se esiste un titolo per Switch realmente capace di mettere a disagio il giocatore, questo è il qui presente Viviette. Il che, tra l'altro, dimostra chiaramente che non è necessario mettere in campo una grafica ultrarealistica per spaventare l'utente: saper giocare con le luci e le ombre e avere sempre il polso della situazione, così da poter allestire genuini momenti da pelle d'oca, è decisamente più importante. Ecco allora che Viviette opta per un meraviglioso stile visivo ispirato alle migliori produzioni d'annata per Super Nintendo, con ambientazioni curate sino all'ultimo pixel e scenari a metà strada tra Poe e Lovecraft. E il tutto funziona più che bene.

Per quanto riguarda la struttura e le meccaniche, Viviette è un ibrido tra un gioco di esplorazione e un'avventura punta-e-clicka trasposta nello scheletro di un RPG d'azione degli anni 90. Da quest'ultimo genere gli sviluppatori di DYA Games hanno mutuato l'impostazione generale, il controllo diretto del personaggio (impeccabile in termini di risposta e precisione), l'inquadratura e le modalità di interazione con gli oggetti e gli elementi dello scenario. Dalle avventure grafiche, invece, Viviette prende di peso la ricerca degli indizi, il reperimento dei manufatti necessari alla risoluzione degli enigmi e i puzzle stessi. Ci sono pulsanti da premere nella giusta sequenza, orologi irrimediabilmente fermi le cui lancette vanno posizionate nella maniera corretta, chiavi da incamerare e poi utilizzare alla bisogna e via di questo passo. Gli enigmi sono in larga parte oscuri e contorti, come si addice del resto allo spirito voluto dagli sviluppatori per la loro creatura, e l'avanzamento è foriero di buone soddisfazioni.

È l'anima nerissima di Viviette, a ogni modo, a distinguere davvero il gioco dalla concorrenza. Basti pensare che due dei tre finali previsti sono classificati come 'cattivi' e che l'antagonista del protagonista, che è tra l'altro la di lui sorella, lo insegue senza sosta per la magione che fa da sfondo al gioco con l'intenzione di ucciderlo. I frangenti in cui l'eroe viene braccato dalla sua nemesi sono tanto intensi quanto ansiogeni e riportano con la mente a un grande classico del passato come Clock Tower, mentre l'abbondanza di scene raccapriccianti, angoli bui che possono rivelare sorprese a dir poco spiacevoli, inquietanti effetti sonori che si manifestano senza preavviso e macchie di sangue contribuisce a tenere il giocatore sulle spine e a non fargli mai dimenticare la precarietà della sua situazione.

Viviette non è un gioco per tutti, ma questo non è un difetto. È invece la chiara volontà degli sviluppatori, che hanno allestito con gran dedizione un'avventura che non fornisce alcuna assistenza al giocatore, lo tartassa dall'inizio alla fine con il germe della paura e lo mette alla prova con enigmi che possono rivelarsi sin troppo arzigogolati, anche per via degli indizi quantomeno criptici. Chi cerca una deliziosa rielaborazione dei classici dell'orrore del passato e vuole mettersi alla prova (tanto dal punto di vista del ragionamento quanto da quello dell'abilità pratica nell'arte della fuga), però, faticherà a trovare di meglio su Switch, soprattutto per la ragionevolissima cifra di 10 Euro.

[Goliath]


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