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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sega Game Gear
Gear Works
Sony | Teque London | Barry Costas | Colin Hughes | Idea
17 05 2015

La frase Gear Works potrebbe rappresentare un'esclamazione di sorpresa in seguito all'avvenuta accensione del mio Game Gear, data una sua proverbiale tendenza al blocco, ma anche coincidere col nome di un suo gioco del 1994 (lanciato due anni prima su Commodore 64 e Amiga con il nome di Clik Clak da Idea Software, ovvero una delle poche software house italiane attive sul mercato a quei tempi, ma qui rielaborato da Teque London), nella vena dei tanti puzzle game presenti su ogni dispositivo portatile, tablet e smartphone inclusi. Gear Works di questo gruppo non rappresenta uno dei migliori esemplari, ma nemmeno uno dei peggiori, anche se la bella idea di base poteva essere sviluppata in modo più articolato. Lo spunto è questo: il giocatore, in quanto orologiaio provetto, ha il compito di allestire alcuni orologi giganti annessi ai più famosi monumenti del mondo. Per farlo dovrà riuscire a collegare due perni principali, non in contatto, presenti in una serie di pannelli meccanici forniti di numerosi fori di inserzione. In questi fori dovranno essere montati degli ingranaggi destinati a trasportare il movimento dal primo perno, attivo, all'altro, inizialmente fermo, facendo girare il tutto.

Più facile a dirsi che a farsi, anche se l'impossibile è tutt'altra cosa, perché le ruote dentate disponibili sono di diverso tipo, magari non adatto alla catena che state costruendo, e perché l'area di gioco è spesso affollata di ruote mal piazzate e di piccoli avversari, non meglio identificati, che cercano di sabotare il dispositivo. Per di più il tempo a disposizione è limitato, grazie alla scusa del surriscaldamento del motore annesso. Nella vostra toolbar degli utensili si possono così ritrovare, oltre agli ingranaggi standard che vengono concessi in non molte varianti dalla CPU, anche dell'olio lubrificante (per favorire il funzionamento degli incastri più improbabili) e delle bombe per distruggere ruote inutili o avversari molesti. In più è presente anche un 'bonus stage' con tanto di slot machine in grado di rifornirvi di pezzi di ricambio extra. Fino a un certo punto tutto va bene, con una curva della difficoltà che porta a costruzioni sempre più complesse, tanto da farvi riconsiderare ogni eventuale giudizio sulla eccessiva facilità del gioco. Peccato solo che in alcuni casi la logica di fondo non risulti così stringente e che, soprattutto, ci si ritrovi quasi sempre a utilizzare gli stessi schemi di ragionamento. Una maggiore varietà di parti da gestire o di situazioni, insomma, non avrebbe certo guastato e avrebbe portato Gear Works più in alto nella classifica dei 'puzzler' che i possessori di portatili tanto amano.

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