A.Rea. 21 : retrogaming e videogiochi dal 1996!
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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Sinclair ZX Spectrum
Turbo Esprit
Durell | Mike A. Richardson
12 07 2012

Spesso indicato come il predecessore spirituale della serie Grand Theft Auto, Turbo Esprit ha in realtà ben poco in comune con la saga che ha portato Rockstar alla fama e alla ricchezza. Nel gioco pubblicato da Durell nel 1986, infatti, ci si trova dalla parte della legge, e per la precisione nei panni di un agente speciale incaricato di fermare una rete di trafficanti di droga all'interno di quattro diverse città. L'agglomerato urbano da ripulire dalla feccia criminale va scelto prima di dare il via alla partita, dopodiché non si può fare a meno di meravigliarsi dell'operato di Mike Richardson.

Turbo Esprit, a dispetto del titolo, non è un gioco per fanatici della velocità. Bisogna rispettare la legge, dal momento che se ne interpreta un tutore, e ciò implica la necessità di fermarsi ai semafori, evitare le collisioni con le altre vetture e schivare i pedoni che affollano le città da liberare dalla piaga della droga. Ciò sarebbe già sufficiente a differenziare Turbo Esprit dalla maggior parte dei titoli d'azione e di guida per gli home computer a 8 bit, ma è il modo in cui i fattori appena elencati si integrano con il resto del gioco a fare del titolo di Richardson una pietra miliare. Le strade di ciascuna delle città da esplorare possono esser percorse in lungo e in largo con la massima libertà, mentre i relativi abitanti si occupano delle loro faccende in maniera estremamente credibile e varia. Il traffico è convincente, i minuscoli omini che popolano lo schermo aggiungono una scintilla di vita alle città e la combinazione tra la tangibile consistenza della popolazione e la complessità delle strade finisce per dare origine a quello che, oggi come oggi, verrebbe probabilmente indicato come un gioco in stile 'sandbox'. È qui, in effetti, che è possibile trovare un legame tra Turbo Esprit e Grand Theft Auto: il gioco di Richardson ha mostrato anzitempo ciò che sarebbe stato possibile fare, anni e anni più tardi, in termini di fedeltà nella riproduzione di una città. E il fatto che tale obiettivo sia stato raggiunto su uno Spectrum, per di più con soli 48 kilobyte di memoria, è a dir poco stupefacente.

Non di solo stupore vive un videogioco, comunque, e la componente ludica di Turbo Esprit è fortunatamente all'altezza della situazione. Il pattugliamento delle strade è mirato all'individuazione dei luoghi nei quali avvengono gli scambi tra i corrieri e i trafficanti, che si muovono a loro volta a bordo di quattro vetture. Le coordinate della scena del crimine vengono gentilmente fornite dal quartier generale e, tramite l'uso della mappa, vanno utilizzate per raggiungere il più rapidamente possibile la località indicata. Durante lo scambio bisogna mantenere un profilo sufficientemente basso ed evitare di farsi scoprire, dopodiché hanno inizio le danze. È a questo punto, infatti, che bisogna lanciarsi all'inseguimento delle automobili dei trafficanti e costringerli alla resa, sparando all'impazzata o tamponando i veicoli fino a trasformarli in rottami fumanti o ancora spingendoli verso strade senza uscita.

Una volta ridotti a più miti consigli gli spacciatori arriva il turno del corriere. In questo caso, però, le cose si fanno più complicate, dato che ci si trova ad avere a che fare con un furgone blindato che non può essere distrutto con le armi. In entrambi i casi, inoltre, è necessario guardarsi dalle vetture di supporto dei trafficanti, che danno la caccia all'eroico agente speciale automunito senza alcuna pietà. L'azione è frenetica al punto giusto e gode di un ritmo decisamente particolare, derivante in larga parte dalla necessità di mantenere l'equilibrio tra il rispetto della legge e la corsa alla cattura dei malviventi. Il sistema di controllo, nonostante la relativa complessità del gioco, è semplice e immediato e insieme ai piccoli tocchi di classe sparsi qua e là (tra cui la buona riproduzione del cruscotto e il consumo del carburante, reintegrabile presso apposite zone della città) conferma l'inestimabile valore di un titolo tanto in anticipo sui tempi quanto godibile, profondo e curato.

[Nyabot]


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