A.Rea. 21 : retrogaming e videogiochi dal 1996!
home [ Acorn | Amstrad | Apple | Arcade | ASCII | Atari | Coleco | Commodore | Dragon Data | Fujitsu | Mattel | NEC | Nintendo | Sega | Sharp | Sinclair | SNK | Sony ] e-m@il
Carica un articolo casuale!
Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Ha inoltre scritto per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Sinclair ZX Spectrum
The Great Escape
Ocean | Denton Designs
05 07 2012

La seconda metà degli anni Ottanta non si aprì nel migliore dei modi per Ocean, perlomeno a livello di immagine. La compagnia inanellò infatti una serie di disastrosi tie-in che ne minarono fortemente l'appeal presso il grande pubblico, logicamente spinto dagli eventi a diffidare di qualsiasi gioco prodotto su licenza e in particolare di quelli recanti l'elegante logo di Ocean. Di contratti da onorare, però, la softco britannica ne aveva ancora diversi, tra i quali quello relativo alla popolarissima pellicola La Grande Fuga. Fu così che, per evitare ulteriori tragedie, Ocean non scelse nuovamente la via della conversione diretta, che avrebbe probabilmente creato grossi grattacapi agli sviluppatori in virtù della natura stessa del film, ma optò per un adattamento. E i fatti, fortunatamente, diedero ragione a Gary Bracey e soci.

Lo sviluppo di The Great Escape fu affidato a Denton Designs, che si tenne alla larga dalla spettacolare azione del film d'origine e allestì invece un'avventura interamente costruita intorno all'ambientazione del caso, ovvero un campo di prigionia. Le regole del campo erano in pratica il fulcro intorno al quale ruotava l'intero gioco e prevedevano appelli, ore d'aria, pasti da consumare in comune e aree precluse ai prigionieri. La routine del campo andava rispettata in toto, pena l'istantaneo innesco dell'allarme e la reclusione temporanea in caso di cattura, e tali misure punitive avevano un doppio effetto negativo sul protagonista. Il primo era la confisca degli oggetti eventualmente trasportati, da recuperare nuovamente in seguito alla liberazione; il secondo era un drastico calo del morale, che andava tenuto costantemente alle stelle se si voleva tenere viva la speranza di tornare a casa.

Gli oggetti citati in precedenza, da parte loro, erano essenziali per fuggire dal campo. C'erano chiavi da utilizzare per guadagnare l'accesso alle zone riservate ai soldati, divise da indossare per eludere la sorveglianza, veleni da somministrare ai cani da guardia, torce da accendere all'interno dei cunicoli e molto altro, e ogni oggetto aveva un suo peso ben preciso nell'economia del gioco. Le possibilità di trasporto dei materiali da impiegare nella fuga, però, erano per forza di cose limitate e ciò costringeva a trovare un luogo sicuro nel quale riporli in attesa del loro utilizzo. Questo, però, era probabilmente il minore dei problemi: trovare il tempo per dare la caccia agli oggetti era quello più pressante, ovviamente a causa degli orari imposti dalle guardie per le attività obbligatorie (che il protagonista, con un brillante tocco di classe, eseguiva automaticamente se abbandonato a sé stesso per qualche secondo dal giocatore).

La miscela approntata da Denton Designs, oggi come allora, non risente di una certa semplicità di fondo e rasenta sorprendentemente la perfezione. La routine giornaliera, l'onnipresenza delle guardie (caratterizzate da percorsi di sorveglianza ben definiti e da una linea di visuale che fa pensare a Metal Gear), l'abbondanza dei dettagli nelle strutture del campo di prigionia, lo scorrimento che sostituisce il classico flick-screen e la ragguardevole velocità del gioco contribuiscono a fare di The Great Escape un titolo dall'atmosfera eccezionale, mentre le impeccabili meccaniche di base e la possibilità di evadere in diversi modi ne irrobustiscono notevolmente la struttura. Ed è per questo che The Great Escape viene ancora indicato, a ragione, come uno dei migliori giochi in assoluto tra quelli (invero numerosissimi) disponibili sullo Spectrum.

[Shrapnel]


Immagini: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7

home [ Acorn | Amstrad | Apple | Arcade | ASCII | Atari | Coleco | Commodore | Dragon Data | Fujitsu | Mattel | NEC | Nintendo | Sega | Sharp | Sinclair | SNK | Sony ] Privacy e cookie | e-m@il