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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Commodore VIC-20
Pacman
Atari
22 12 2013

La prima cosa che salta all'occhio caricando la cartuccia di Pacman / Pac-Man per VIC-20 è il titolo, inspiegabilmente privo del trattino tra Pac e Man. E dire che si tratta di una conversione ufficiale prodotta da Atari, e non di uno degli innumerevoli cloni del popolarissimo gioco di Toru Iwatani che spuntavano all'epoca come funghi. Se è vero che questa è, come detto, la prima cosa che si nota, è altrettanto vero che non è comunque l'ultima...

Avviando la partita, tanto per cominciare, ci si trova di fronte a un labirinto che sembra passato per una pressa, tanto è schiacciato. L'altezza appare più o meno pari alla metà di quella originale, il che non è interamente spiegabile con il passaggio da uno schermo orientato verticalmente al classico televisore in formato 4:3. Quel che è davvero incredibile, però, è il mantenimento dell'idea di base vista nel coin-op: le proporzioni del labirinto non sono corrette, ma i tunnel che lo compongono seguono i dettami dell'originale e il risultato, una volta preso in mano il joystick, è decisamente meno tragico di quanto si potrebbe inizialmente pensare. Il sistema di controllo, a dire il vero, non è un mostro di reattività e precisione, ma anche in questo caso finisce per riuscire misteriosamente ad assolvere ugualmente alla sua funzione; può capitare di mancare l'ingresso di un tunnel, pur avendo iniziato a spingere il joystick nella giusta direzione con sufficiente anticipo, ma il personaggio principale è in grado di voltarsi con rapidità ed è raro perdere una vita a causa di questo genere di intoppo.

La grafica e il sonoro, da parte loro, seguono le orme della giocabilità e alternano luci e ombre, con una certa predominanza delle prime. I fantasmi (che una volta mangiati, tra l'altro, non tornano nella zona centrale, ma vi riappaiono automaticamente), per esempio, sono colorati in tinte quantomeno discutibili se messe in relazione a quelle del coin-op e in certi frangenti sfarfallano vistosamente, ma la loro somiglianza con gli originali è innegabile a dispetto di una risoluzione non esattamente altissima. I jingle e gli effetti sonori, infine, veleggiano tra ragionevoli riproduzioni di quanto sentito in sala giochi e prestazioni che non possono fare a meno di provocare il sollevamento di un sopracciglio. In buona sostanza, però, Pacman per VIC-20 si lascia giocare e intrattiene in modo lieve e scanzonato, schivando abbondantemente gli orrori visti nell'adattamento per Atari 2600 e guadagnando di conseguenza il diritto ad almeno un pizzico di attenzione.

[Nyabot]


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