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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Atari 2600
Dragonfire
Imagic | Bob Smith
11 08 2013

La gestione delle finanze non è mai una cosa semplice, neanche per un sovrano, e diventa ancor più complessa quando tali finanze vengono improvvisamente a mancare. E questo è esattamente quanto accade al re di cui sopra, derubato di tutti i suoi averi da una feroce tribù di draghi e impossibilitato ad allestire un esercito da mandare incontro agli sputafuoco proprio a causa dell'imprevista carenza di fondi. A risolvere la situazione, però, interviene fortunatamente un giovane principe che, forte della sua profonda conoscenza del castello in cui i draghi si sono nascosti con il bottino, si offre volontario per recuperare il maltolto. Una preoccupazione in meno per il re, al sicuro sul suo trono, ma di certo non per il baldo giovine, esposto al fuoco (nel vero senso del termine) nemico e messosi nei guai con le sue stesse mani. È a quelle del giocatore, di mani, che è invece affidato il compito di riportare a casa i tesori sottratti dai draghi e la pelle dell'aspirante erede al trono, possibilmente priva di bruciature e antiestetiche cicatrici.

L'entusiasmante caccia al bottino proposta da Dragonfire è suddivisa in due diverse sezioni, che si ripetono in sequenza con specifiche varianti cromatiche. La prima fase vede il principe impegnato ad attraversare il ponte levatoio che lo separa dalla camera del tesoro: non si tratta di un percorso particolarmente lungo, ma il pericolo viene dalle sfere infuocate scagliate all'indirizzo dell'eroe dai cuccioli di drago nascosti all'interno della torre. Il principe può accovacciarsi, saltare e persino compiere balzi dalla posizione raccolta per evitare i letali proiettili o, nel peggiore dei casi, può tornare all'interno della torre di sinistra per trovare rifugio. Le sfere di fuoco diventano chiaramente più insidiose a ogni nuova ripetizione della traversata, ma il sistema di controllo è estremamente reattivo e rende la prima delle due fasi di gioco un godibile test di riflessi e le consente di non venire a noia a dispetto della sua struttura elementare.

Lo stesso discorso vale per la seconda fase. In questo caso il principe si trova all'interno della stanza del drago e può muoversi liberamente lungo tutto lo spazio calpestabile al fine di raccogliere i tesori sottratti al suo re. Il problema, in questo caso, ha la forma di un drago posto in fondo allo schermo. Il lucertolone non approva la missione dell'eroe e si muove quindi in linea orizzontale esplodendo bordate infuocate che si spostano dal basso verso l'alto e vanno evitate a tutti i costi. Anche la stanza del tesoro ospita un rifugio sicuro per il principe, ovvero la porta d'ingresso, ma l'uscita non compare se non all'ottenimento dell'ultimo tesoro ed è quindi necessario muoversi in fretta e puntare con decisione ai preziosi. Questi ultimi sono rappresentati con un notevole livello di dettaglio grafico e con la giusta profusione di colori, mentre il drago (che cambia in tinta e aggressività a ogni nuovo accesso alla stanza) è disegnato con encomiabile cura. Il principe soffre occasionalmente di un certo sfarfallio, ma può vantare un'ottima manovrabilità che contribuisce al divertimento offerto dalla caccia al tesoro.

Pur essendo indubbiamente molto semplice, Dragonfire è ben più della somma delle sue parti. Entrambe le sezioni approntate da Imagic e Bob Smith sanno intrattenere con leggerezza e traggono cospicui benefici da una curva della difficoltà calibrata con mestiere, ma è la rapida alternanza tra i due tipi di azione a conferire al gioco una snellezza e un carattere di tutto rispetto. L'abito blocchettoso della scarna schermata iniziale (alla quale manca persino il titolo!), in breve, non fa il monaco: Dragonfire merita un posto nella storia dell'Atari 2600 e la giusta considerazione da parte degli appassionati dell'azione pura.

[Nyabot]


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