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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sega 32X
Stellar Assault
Sega
03 12 2012

Ma questo non è Star Wars? O al massimo Star Wars 2? Insomma, Stellar Assault ricorda pure troppo il precedente shooter per 32X, già convertito da analogo coin-op Sega, a sua volta presente in sala giochi con l'aggettivo arcade a chiarirne ispirazione e intenzioni. Stellar Assault (Sega, 1995, sempre per l'accessorio a 32 bit del Mega Drive, con Hiroshi Asou come produttore come già in Zaxxon's Motherbase 2000) ha però un asso nella manica. È il primo shooter puro (con tanto di visuale in soggettiva, da dentro la carlinga) a consentire spostamenti in piena libertà, al contrario di quanto accadeva in altri tentativi 3D come Starwing o, appunto, Star Wars, in cui i binari da seguire lungo gli scenari erano prefissati (lasciamo perdere le vere simulazioni di volo, come F-22 Interceptor o LHX Attack Chopper, tradizionalmente diverse come impostazione).

Inquadrare Stellar Assault è quindi piuttosto semplice: è un gioco arcade, molto simile a Star Wars, con in più la possibilità teorica di movimentare il gameplay vagando nello spazio a proprio piacimento, ovviamente abbattendo tutte le astronavi che ci capitano a tiro. Il che rende il tutto più realistico e in qualche modo meno primordiale. Quello che invece appare meno realistico è l'aspetto delle astronavi di cui sopra: infatti, come se il 32X avesse fatto uno sforzo troppo grande con la concessione di tutti questi spostamenti, la realizzazione a poligoni del 3D risulta invece troppo scarna, con una rappresentazione quasi simbolica dei nostri avversari. Come nei vecchi giochi con grafica vettoriale i soggetti da bombardare sembrano in effetti costituiti da semplici linee, per di più poco colorate. In realtà non è così: come dicevamo si tratta di veri e propri poligoni, ma la mancanza di texture a fornirne i dettagli e la netta predominanza cromatica del verde danno a Stellar Assault proprio quell'aria primordiale che si doveva evitare.

Non che poi ci si stanchi immediatamente dell'aspetto della flotta nemica, dato che la frequenza con cui avvengono le intercettazioni è talmente blanda da costringere a vere perlustrazioni prima di incontrare un convoglio spaziale, generalmente composto da una nave madre e da una pattuglia di caccia a sostegno. La possibilità teorica di movimentare il gameplay, vagando a destra e a manca, resta insomma solo tale, nonostante una componente strategica di un certo peso, tra energia da risparmiare, scudi di protezione e acceleratori da gestire. Per spezzare la monotonia si può comunque ricorrere al '2-player mode', realizzato intelligentemente con una separazione di ruoli tra i due giocatori (uno pilota l'astronave, l'altro si dedica all'artiglieria) oppure si possono provare tutti e due i modelli di intercettore disponibili, uno più veloce e l'altro più potente. La natura piuttosto semplice del gioco si riflette poi, per fortuna, sull'impostazione dei comandi: muoversi sul campo di battaglia è sempre molto facile, anche per i principianti, come è altrettanto intuitivo posizionarsi in linea di tiro e centrare gli obiettivi. Peraltro è proprio questa facilità che sposta la sfida un po' troppo sul morbido andante, soprattutto per i veterani del genere. Bilancio finale: grafica interessante ma un po' povera, ottimi controlli, intensità bassa per il tipo di gioco, un minimo di profondità strategica, durata non eccezionale (sei missioni). Tutti fattori che passano in seconda linea di fronte a un catalogo, quello del Sega 32X, talmente povero da rendere oggetto da collezione qualsiasi cosa che passi la sufficienza. Come questo Stellar Assault.

[NO1]


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