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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Jurassic Park
Ocean
17 05 2006

Se a Disneyland qualcosa va storto con i Pirates of the Caribbean non succede mica che poi i pirati si mangiano i turisti. A Jurassic Park invece sì. Questo fa una differenza fondamentale e così tocca al Dr. Alan Grant di riprendere in mano le fila della situazione e di riportare alla tranquillità un'isola che si è improvvisamente trasformata nel mondo perduto della preistoria, con velociraptor, tirannosaurus rex, triceratopi e chissà cosa altro a scorrazzare in piena libertà (questione interessante: ad armi più o meno pari, chi vincerebbe tra l'uomo e i vecchi dominatori delle terra?).

Jurassic Park (gioco prodotto direttamente da Ocean USA) in realtà si ricollegava solo in parte ai temi e alla trama del film di Spielberg, ma, al contrario della gran massa degli spin-off da film famosi, alla prova dei fatti si era rivelato in possesso di una sua dignità, quella cioè di un action adventure coinvolgente, molto coriaceo, ma pieno di sorprese. E in effetti chiunque sia in possesso di un minimo di pazienza e di capacità strategica (andare in giro per le praterie sperando di sparare a tutto quello che si muove significa, in questo caso, andare di sicuro incontro a un destino famelico, se non altro perché le munizioni sono contate e i carnivori in giro sono numerosi) si ritroverà alle prese con una varietà di situazioni difficilmente riscontrabile all'interno degli altri titoli per Super Nintendo. La stessa porzione di gioco dedicata alla esplorazione esterna, più semplice nella sua classica inquadratura dall'alto, caratterizzata da ritmi frenetici e da una struttura tutto sommato vicina a quella di un Gauntlet tra praterie e foreste, richiede un livello di concentrazione non indifferente e un continuo adattamento ai diversi tipi di attacco (è molto meglio evitare ad esempio di avvicinarsi troppo agli alberi, data la frequenza degli agguati da parte dei velociraptor), per non parlare della capacità di esplorazione ovviamente richiesta dalla stessa natura del gioco.

Se poi il dottor Alan Grant sarà così abile da evitare di essere pappato da una delle tante bestiole scorrazzanti, essendo riuscito a rintuzzarne gli assalti grazie alle armi e alle munizioni disseminate lungo la mappa, potrà anche essere in grado di completare la sua missione quando, nella parte alternativa del gioco, sarà riuscito ad esplorare tutti i laboratori nascosti, arrivando a ripristinare il sistema di controllo del parco. Ed è proprio qui che le cose cambiano drasticamente e a sorpresa: non appena si entra all'interno di un edificio ci si ritrova infatti proiettati in piena atmosfera da Doom, con una inquadratura in prima persona molto poco frequentata dal Super Nintendo (per quanto limitata dalla presenza di un visore che rende meno impegnativa la quota di dati elaborati dal processore) e guardata da critica e pubblico come qualcosa di miracoloso, dati i limiti tecnici della console.

Ritrovarsi tra corridoi in 3D, oggi familiari a tutti ma ai tempi patrimonio esclusivo del PC, rappresentava in effetti qualcosa di completamente nuovo per gli utenti Super NES ed era probabilmente l'ultima cosa che i videoesploratori di Jurassic Park si sarebbero potuti attendere, data l'impostazione iniziale della ricerca. Fatto sta che le due sezioni del gioco, così differenti come stile e ritmo, risultano comunque equilibrate, ciascuna secondo i suoi specifici parametri di intensità, con l'unico problema che mantenere in salute il povero dottor Grant si rivela in ogni caso una questione non da poco (per fortuna a disposizione c'è una buona quota di medikit). Contrariamente alla stragrande maggioranza dei titoli del catalogo Super Nintendo, Jurassic Park non offre quindi tutto e subito in termini di giocabilità, dato che si parte con un livello di difficoltà forse sgradito ai più (non perché i meccanismi di gioco siano inutilmente complicati, anzi). Per chi ha la costanza di perseverare resta comunque tutta la suspense che una caccia ai dinosauri (o viceversa) può comportare, come resta uno standard qualitativo molto elevato (grafica, sonoro e spessore di gioco).

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