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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Atari 2600
Armor Ambush
Telegames | Mattel | Hal Finney
12 08 2023

Avanzando con ferrea decisione lungo il solco tracciato nel 1977 da Combat (prodotto da Atari per il suo VCS), Armor Ambush ne riprende le meccaniche di base e le amplia in maniera assai lodevole. Non lo si direbbe di primo acchito, magari a causa di una realizzazione grafica sin troppo simile a quella di Combat a dispetto dei cinque anni che separano l'uscita dei due giochi in questione, ma Armor Ambush convince appieno dal punto di vista della giocabilità e questo è in fin dei conti quel che importa davvero.

Così come Combat, anche Armor Ambush può essere giocato soltanto in due: non c'è un'intelligenza artificiale da affrontare e bisogna avere per forza un amico a portata di mano per potersi lanciare in battaglia, ma questo non è necessariamente un male. Anzi: avere qualcuno da sbeffeggiare in caso di vittoria eclatante o con cui prendersela quando le cose vanno male aggiunge senz'altro una buona dose di divertimento, tanto che la mancanza di una modalità per giocatore singolo finisce per non farsi sentire granché.

Le basi di Armor Ambush, del resto, sono estremamente solide. Il gioco chiede agli utenti di controllare dei carri armati lungo una serie di mappe scelte casualmente dall'ampio ventaglio di livelli approntati dal buon Hal Finney. I campi di battaglia sono tutt'altro che scarni e prevedono foreste, corsi d'acqua, ponti ed edifici da attraversare o aggirare, a seconda dei casi. Il principale punto di forza di Armor Ambush, però, risiede nella presenza di due carri per ciascun giocatore all'interno del teatro di guerra: è possibile controllarne soltanto uno alla volta, prevedibilmente, ma per passare da un carro all'altro è sufficiente tirare la leva del joystick verso il basso e la disponibilità di due veicoli corazzati consente di allestire strategie offensive e difensive tanto interessanti quanto potenzialmente creative.

Armor Ambush non si fa inoltre mancare delle sottigliezze di non poco conto, come le diverse velocità di movimento sulle varie superfici (sulle strade si va spediti, per esempio, ma l'attraversamento di foreste e specchi d'acqua impone un visibile rallentamento) e soprattutto il rinculo dei carri a seguito di ogni colpo esploso. Ciò rende necessario riallineare il veicolo dopo aver sparato ed evita che il gioco si trasformi in una insensata sequela di bordate continue e di assalti alla cieca. Ancor più intrigante del rinculo, se possibile, risulta la variante introdotta dal secondo dei due livelli di difficoltà accessibili tramite l'apposita levetta sulla console: prevede infatti il rimbalzo dei colpi contro gli ostacoli e obbliga i contendenti a prestare tutta l'attenzione possibile all'orientamento dei cannoni e alle possibili traiettorie prima della pressione del tasto di fuoco.

Un ultimo doveroso appunto va dedicato alla genesi di Armor Ambush: il gioco, infatti, altro non è se non la conversione su Atari 2600 di Armor Battle, pubblicato da Mattel sul suo Intellivision nel 1979. Niente di strano, in effetti, se non fosse per il fatto che Armor Ambush risulta decisamente superiore all'originale (graficamente più prestante, a dire il vero) in termini di giocabilità e reattività dei comandi, il che appare quantomeno bizzarro dal momento che Mattel avrebbe dovuto teoricamente privilegiare la sua macchina a discapito di quelle della concorrenza. Un buon titolo per 2600, a ogni modo, era solitamente in grado di garantire entrate ben maggiori rispetto a quanto era possibile incamerare grazie alle altre console e ai soldi, allora come oggi, era difficile dire di no, in particolare nell'ambito di un'industria impegnativa e complessa come quella dei videogiochi.

[Nyabot]


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