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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Arcade 8 bit
Tecmo Bowl
Tecmo
21 09 2018

Il volantino pubblicitario di Tecmo Bowl prometteva ai gestori di sale giochi e pizzerie degli incassi medi di 120 dollari al giorno, con punte di 200 dollari al sabato e alla domenica, e riportava l'esempio di un 7-Eleven presso il quale le macchine di Tecmo Bowl erano accreditate di incassi compresi tra i 500 e i 700 dollari settimanali. Resistere al richiamo di un enorme cabinato dotato di due schermi affiancati e quattro postazioni di controllo, del resto, doveva essere davvero difficile nel 1987, senza contare la storica passione nutrita dal popolo statunitense (e da noi di A.Rea. 21...) nei confronti della palla ovale.

Tecmo Bowl, a ogni modo, non ha dalla sua soltanto la (notevole) presenza scenica. Offre una rappresentazione a dir poco elementare del football americano, soprattutto se giudicato con il senno di poi, ma questa sua semplicità ne costituisce anche il principale punto di forza. Non ci sono squadre da scegliere (il gioco ne contempla solo due, ovvero Wildcats e Bulldogs, i cui giocatori sono peraltro assolutamente identici tra loro e si fermano alla quota di dieci per squadra, in luogo dei canonici undici), né tantomeno schemi da selezionare prima di ogni 'snap': si entra immediatamente nel vivo dell'azione, incitati dai campionamenti vocali e ipnotizzati dai grossi sprite che si muovono sul terreno di gioco.

Quando si è in attacco, bisogna designare un ricevitore prima dell'avvio dell'azione e poi seguirne gli spostamenti per scegliere il momento giusto per il lancio. Non si tratta però di una faccenda banale, perché un'eventuale copertura del ricevitore da parte degli avversari si traduce quasi sempre in una palla rubata ed è quindi necessario ponderare con cura la possibile efficacia del passaggio. In alternativa, ovviamente, è possibile darsela letteralmente a gambe e optare per una corsa, scuotendo follemente il joystick dopo l'inevitabile placcaggio per guadagnare qualche centimetro. Le giocate difensive sono ancora più semplici e si limitano alla scelta del giocatore da controllare e al successivo tentativo di interruzione dell'avanzata degli avversari, da abbattere tramite brutali contrasti che danno effettivamente una certa soddisfazione.

Tecmo Bowl rende prevedibilmente al meglio se giocato in quattro (due per squadra) e offre soluzioni tecniche di indubbio rilievo. Oltre ad adottare il già citato doppio monitor e a mandare a schermo sprite di dimensioni molto generose, come s'è detto in precedenza, il gioco può infatti vantare un'estesa gamma cromatica, una buona realizzazione del campo e dei relativi elementi di contorno, un'apprezzabile quantità di dettagli e una componente sonora ben più che adeguata. È quantomeno curiosa (ed efficace), infine, anche la gestione dei crediti, ciascuno dei quali acquista in pratica un po' di tempo di gioco - un minuto con le impostazioni standard della scheda, che possono essere modificate per garantire più o meno tempo da passare sul campo all'inserimento di ogni moneta.

[Nyabot]


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