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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

[nuRetro] Sony PlayStation 4
The Mummy Demastered
WayForward
13 11 2017

Disponibile anche su:
[ Switch | Xbox One | Windows ]

Un brutto film può dar vita a un bel videogioco? Certo, è possibile. Difficile, ma possibile. Il miracolo è stato ampiamente documentato diverse volte durante l'epoca d'oro degli home computer a 8 bit (Cobra per ZX Spectrum rimane emblematico in tal senso) e The Mummy Demastered ha tutte le carte in regola per dimostrarsi all'altezza dei suoi illustri antenati. È infatti tratto da un film decisamente bruttino (La Mummia, 2017), ma riesce a superare brillantemente la pochezza del materiale d'origine e a risultare un prodotto davvero eccellente.

The Mummy Demastered adotta un approccio impeccabile, alla prova dei fatti, alla procedura di adattamento dal cinema al videogioco: in breve, ignora in larga parte la pellicola originale. Una mossa indubbiamente saggia, alla luce della dubbia riuscita del film, che ha consentito tra l'altro agli sviluppatori di WayForward di muoversi con gran libertà. Non si interpreta l'equivalente digitale di Tom Cruise, quindi, bensì un soldato d'élite del gruppo Prodigium, incaricato di fermare una volta per tutte la principessa/mummia Ahmanet. La vera sorpresa, però, non sta tanto nella rinuncia alla presenza scenica della mandibola e dei bicipiti di Tom Cruise, ma nella formula scelta per rappresentare gli eventi, che è quella del più classico dei 'metroidvania'. Classico fino in fondo, per la precisione, perché The Mummy Demastered sfoggia una pixel art in stile 'console a 16 bit' assolutamente strepitosa.

Gli sprite sono caratterizzati, rifiniti e animati con grande dovizia di particolari, a partire da quello del protagonista (il suo fucile, per esempio, espelle bossoli come se non ci fosse un domani e questo è sempre un effetto assai gratificante dal punto di vista grafico). I fondali sono dettagliatissimi, altamente atmosferici e a tratti addirittura mozzafiato nella loro impeccabile composizione. Gli effetti speciali sono spettacolari, ma mai esagerati, al punto che potrebbero quasi (sottolineiamo: quasi) sembrare alla portata di un Super NES. E i boss, tanto grossi quanto minacciosi, sono la ciliegina sulla torta di un impianto visivo da urlo. La musica e gli effetti sonori non sono da meno, anche se i brani di accompagnamento hanno un carattere sensibilmente più attuale.

Quel che conta davvero, però, è il gameplay e pure in questo caso The Mummy Demastered mette a segno un bel centro. WayForward ha infatti allestito un 'metroidvania' di esemplare perfezione formale, rispettando appieno tutti quelli che sono i tradizionali canoni per il successo di questo genere. Il design degli scenari, la topografia della mappa e la disposizione delle stanze sono inattaccabili, così come la dislocazione dei nuovi poteri acquisibili dal protagonista, la collocazione degli ostacoli precedentemente insormontabili che i poteri in questione consentono di oltrepassare e la progressione/gestione dell'armamento dell'eroe. Non si registrano difetti neanche nel sistema di controllo, preciso come è giusto che sia in un gioco che fa dei salti la spina dorsale dell'esplorazione e prodigo di opportunità nelle sparatorie con le sue otto direzioni di fuoco.

Una menzione speciale, infine, va al modo in cui WayForward ha reinventato l'eventuale fallimento del protagonista, distaccandosi dalle linee guida del genere e tracciandone una tutta nuova. La principessa Ahmanet è in grado di giocare con la morte e così, nel caso in cui cada in battaglia, l'eroe non deve solo ripartire dall'ultimo punto di controllo, ma si vede anche costretto ad affrontare il suo vecchio corpo, riportato alla non-vita dall'iraconda mummia e per di più dotato di tutte le abilità guadagnate fino a quel punto dal giocatore. Un tocco di classe, questo, che eleva ancor più in alto The Mummy Demastered e lascia spazio a un'unica, solitaria e personalissima lamentela riguardante l'odiosità dei corvi, chiamati a svolgere il discutibile ruolo di moderni discendenti delle (maledette) teste di Medusa dei vecchi Castlevania.

[Shrapnel]


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