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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Atari 800
Fort Apocalypse
U.S. Gold | SynSoft | Steve Hales | Synapse
19 07 2014

Additato all'epoca della sua uscita come un becero clone di Choplifter!, Fort Apocalypse in verità non ha mai meritato tale infamante accusa. Steve Hales iniziò infatti a scrivere Fort Apocalypse molto tempo prima del debutto di Choplifter!, ispirandosi al film Tuono Blu e aggiungendo degli ostaggi da salvare e una fortezza da radere al suolo per dare pepe al tutto. Hales cercava soprattutto una nuova sfida per le sue invidiabili abilità nel campo della programmazione, ma a un certo punto mise malauguratamente in pausa la lavorazione di Fort Apocalypse per concentrarsi su un altro gioco in fase di sviluppo. Il risultato fu l'arrivo nei negozi di Choplifter! qualche tempo prima della pubblicazione di Fort Apocalypse, con le conseguenti (immotivate) accuse di plagio.

Oggi come oggi, fortunatamente, è possibile analizzare i due giochi a mente (assai più) fredda ed è così che si scopre che in effetti sono altri gli elementi che non hanno permesso a Fort Apocalypse di uscire dall'ombra del celeberrimo sparatutto di Dan Gorlin. La scelta dei colori, per esempio, non è delle migliori (critica che si potrebbe estendere alla primissima versione di Choplifter!, a voler essere onesti) e il livello di difficoltà è decisamente poco amichevole. La necessità (assai pressante al principio degli anni 80) di far uscire il gioco anche su cartuccia sul mercato nordamericano, con gli immancabili limiti di spazio dovuti a tale formato, comporta inoltre la presenza di due soli mondi, laddove l'autore ne aveva originariamente previsti una cinquantina.

I difetti di Fort Apocalype, però, si esauriscono qui. Che il gioco di Hales sia speciale, del resto, lo si comprende non appena si avvia la prima missione, con l'elicottero assegnato all'utente che inizia la sua avventura con il serbatoio quasi vuoto. Bisogna quindi scendere sul posto di rifornimento sottostante e nel farlo è possibile apprezzare sin dal primo istante l'efficienza del sistema di controllo, preciso e reattivo al punto giusto. L'elicottero (che può ovviamente salire e scendere di quota e deve sottostare all'attrazione gravitazionale), inoltre, non si limita ad andare a destra o a sinistra: ha anche una posizione intermedia nella quale punta direttamente verso lo schermo e in questo caso, invece di lanciare missili nella direzione in cui è rivolto, sgancia potenti bombe.

Imparare a scegliere tra i due metodi di attacco in base alle varie situazioni e acquisire la totale padronanza del velivolo è essenziale, dato che le minacce in Fort Apocalypse sono tanto numerose quanto improvvise. Carri armati dotati di missili a ricerca, elicotteri da combattimento e mine volanti infestano le caverne con il solo scopo di annientare il giocatore, mentre le barriere laser intermittenti e le sezioni mobili hanno il compito di mettere alla prova le capacità di ogni aspirante pilota. L'esplorazione, da parte sua, è importante almeno quanto il combattimento. Le caverne di Fort Apocalypse sono tutt'altro che lineari e i teletrasporti, insieme alle pareti e ai pavimenti da abbattere per procedere verso il recupero dei prigionieri, aggiungono un po' di varietà alle scorribande in territorio nemico.

La sostenuta difficoltà di Fort Apocalypse, già citata in apertura, dipende principalmente dall'aggressività dei nemici e dal costante consumo del carburante (ripristinabile nelle apposite zone), ma pure dall'area di gioco relativamente ristretta, che comunque non toglie respiro agli scenari e non ne influenza negativamente l'estensione. Dev'esser stata proprio quest'ultima, tra l'altro, a suggerire a Hales di inserire un utilissimo sistema di navigazione (posto in cima allo schermo) e un certo numero di checkpoint, senza i quali Fort Apocalypse si sarebbe probabilmente rivelato un esercizio di frustrazione con pochi eguali.

[Nyabot]


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