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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Sharp X68000
Pac-Mania
Namco | Sharp | SPS
09 05 2008

La versione Amiga di Pac-Mania rappresentò all'epoca della sua uscita una sorta di rivelazione per gli utenti dell'home computer in questione. In un periodo in cui le conversioni da coin-op non brillavano propriamente per qualità (un sottile eufemismo per dire che facevano solitamente pena...), infatti, l'adattamento di Pac-Mania sul 16 bit di casa Commodore faceva del suo meglio per replicare i punti di forza dell'originale da bar (ovvero la sua miscela vincente di immediatezza, ritmo, cura per i particolari e rinnovamento di una formula collaudatissima), riuscendoci in pieno e dando ai possessori di Amiga una nuova ragione d'orgoglio e, soprattutto, la possibilità di spassarsela con un titolo estremamente divertente. La versione Amiga di Pac-Mania, in altre parole, era eccezionale e su questo erano tutti d'accordo, dove per tutti si intendono la stampa specializzata e il pubblico. Anche perché nessuno in Europa, dove con nessuno si intendono nuovamente la stampa specializzata e il pubblico, aveva probabilmente visto lo stesso gioco sul prodigioso X68000.

Sia ben chiaro che nessuno vuol togliere nulla alla versione Amiga di Pac-Mania, per carità; il fatto è che, molto semplicemente, la conversione del coin-op targato Namco sul computer a 16 bit prodotto da Sharp era davvero su un altro livello. L'invidiabile caratura del lavoro svolto dagli sviluppatori della trasposizione era evidente sin dal primo istante grazie alla profusione di notevoli sforzi in ambito grafico: su X68000, rispetto a quanto visto su Amiga, tutto era più grande, più colorato, più lucido (una caratteristica, questa, propria e distintiva dello stile visivo di Pac-Mania), più definito e, in breve, più simile a quanto sperimentato in precedenza in sala giochi.

Dal punto di vista del gameplay, inoltre, l'adattamento destinato a mettere in mostra i poderosi muscoli dell'X68000 aveva addirittura qualche dettaglio in più rispetto al coin-op d'origine, al punto da meritare l'appellativo di 'versione estesa'. Si trattava di piccole migliorie e aggiunte secondarie, in verità, che bastavano però a dimostrare con forza ancora maggiore la determinazione degli sviluppatori nel produrre la conversione definitiva del celebre coin-op amorevolmente assemblato da Namco. È anche vero che, sotto l'aspetto sonoro, bisognava come sempre abituarsi al peculiare audio dell'X68000, ma ciò non impediva alla conversione di Pac-Mania di risultare a dir poco fenomenale e, di conseguenza, ancora meritevole di essere rispolverata di tanto in tanto e (immancabilmente) giocata fino a tarda notte.

[Nyabot]


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