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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sega Mega Drive
Bonanza Bros.
Sega
26 02 2010

Ennesimo esempio della versatilità del Mega Drive e dei team Sega a suo supporto, Bonanza Bros. è un gioco per molti versi anomalo. Tanto per cominciare, è basato a seconda delle versioni (in Occidente ne uscirono due) sulle gesta di due improbabili collaboratori dei difensori della legge o su quelle di due ladri di appartamento, assunti da un megamiliardario per testare i sistemi di sicurezza delle sue proprietà. Il che, tra parentesi, è già abbastanza strano e fa pensare a uno stravolgimento della trama originale (incentrata, nella versione nipponica, sui furti e amen), probabilmente imposto da Sega per non irritare il perbenismo dei mercati occidentali. Come è ovvio che sia, comunque, i due non devono agire tanto di forza quanto di astuzia. Penetrare all'interno di edifici altrui per recuperare alcune cosucce di valore comporta un minimo di intelligenza tattica: i nostri Mobo e Robo si ritrovano così a giocare a nascondino e a narcotizzare poliziotti e guardie giurate, manco fossero dei novelli Snake all'interno di uno qualsiasi dei primi Metal Gear.

Senza esagerare, però. Qui il tono è leggero, con appostamenti meno frequenti, ambienti più piccoli e inquadrati lateralmente, avversari paciocchi, atmosfera da coin-op buffo. Anche la grafica viaggia in questa direzione e, anche se non riesce a replicare in pieno quella della bella versione arcade, il suo pseudo-3D, colorato e stilizzato in imitazione Lego, rappresenta un altro elemento di spicco all'interno del catalogo Mega Drive. Per quanto indirizzato verso la leggerezza andante, Bonanza Bros. riesce poi a restare piacevole e originale anche nella struttura di gioco, votata più all'uso dei neuroni che a quello del joypad, data l'inconsistenza dei conflitti a fuoco (i due in fondo sono armati di innocue sparapiselli). Dove semmai si avverte una vera gracilità di fondo è nella concessione del numero dei livelli (solo una decina), davvero troppo pochi per assicurare una durata superiore al week-end. L'origine arcade, già evidente per questo, viene rivelata anche dal ritmo alto e dalla struttura in split-screen, scelta per favorire un multiplayer quasi obbligatorio e tatticamente più diversificato. Alla fine, incerti tra l'anzianità del progetto (1990) e la classe originaria che in qualche modo sopravvive, non ci resta che apprezzare Bonanza Bros. per quello che può dare (e finché dura non è poco) senza chiedere di più a quello che in fondo è un coin-op in età avanzata.

[NO1]


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