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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

NEC PC Engine
Dungeon Explorer
NEC | Hudson Soft | Atlus
07 11 2005

Alcuni giochi, pur meritando pienamente la gloria, devono percorrere un cammino bizzarro e tortuoso prima di raggiungerla. È questo il caso, ad esempio, di Dungeon Explorer per PC Engine, inizialmente noto in Occidente soltanto per l'atroce copertina della confezione nordamericana del gioco. Una copertina davvero troppo brutta per poter essere descritta a parole, così brutta da giustificare da sola l'esistenza dell'espressione 'vedere per credere'. Ma l'abito, si sa, non fa il monaco. E così, dopo aver provato Dungeon Explorer, tutti smisero improvvisamente di preoccuparsi della relativa copertina, e iniziarono ben presto a parlare d'altro. Della perfetta fusione tra il gameplay di Gauntlet e gli elementi di base dei giochi di ruolo, tanto per cominciare, visto e considerato che la fusione in questione costituiva la pietra angolare su cui Hudson Soft e Atlus avevano edificato l'impianto di gioco di Dungeon Explorer. Un'idea semplice, ma al tempo stesso geniale - aggiungere alle furiose scorribande di Gauntlet una trama (per quanto non proprio originalissima), la possibilità di far salire di livello il proprio personaggio e di selezionarlo da una nutrita lista di classi diverse potrebbe sembrare addirittura banale, eppure funziona a meraviglia. Certo, l'ossatura del gioco prevede le stesse identiche azioni eseguibili nel primissimo Gauntlet (si lanciano le proprie armi per eliminare i nemici, si distruggono le sfere che li generano in continuazione, si raccolgono i bonus e si invoca qualche magia), ma il suo inserimento all'interno di una struttura di più ampio respiro cambia completamente le carte in tavola, trasformando quella che di fatto era un'esperienza di stampo arcade duro & puro in un accattivante mix di avventura e azione. Senza contare, poi, il valore aggiunto derivante dalla modalità per cinque giocatori, dai numerosi trucchi e segreti sapientemente inseriti dai programmatori, dai due finali diversi (una vera primizia per l'epoca) e da una realizzazione audiovisiva funzionale, studiata per valorizzare l'avventura e non per sommergerla sotto un mare di colori, esplosioni, rumori ed effetti speciali. Il che vuol dire che ad una prima occhiata Dungeon Explorer potrà anche apparire spartano, elementare, addirittura primitivo nel suo ricorrere ad una palette cromatica piuttosto limitata e ad un set ridotto di animazioni. Ma, di nuovo, l'abito non fa il monaco. E stavolta non si tratta di vedere per credere, bensì di provare per credere. E ne vale davvero la pena...

[Shrapnel]


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