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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Coleco ColecoVision
Jungle Hunt
Atari
05 04 2009

All'alba degli anni 80 non erano pochi i coin-op così popolari da diventare, perlomeno tra gli appassionati, degli autentici fenomeni di costume e Jungle Hunt apparteneva indubbiamente a questa cerchia elitaria. Alla sua condizione privilegiata di piccolo classico avevano contribuito una veste grafica estremamente colorata ed attraente, una sezione audio accattivante e, soprattutto, un gameplay la cui varietà era decisamente superiore alla media. Ciascuno dei quattro livelli di Jungle Hunt, infatti, proponeva un diverso tipo di sfida che andava dal saltare di liana in liana al volteggiare sopra le teste di cannibali in procinto di pranzare con la bella del protagonista, passando per coccodrilli da evitare (o annientare con un pugnale) sotto il pelo dell'acqua di un insidioso fiume e rocce da scansare lungo una ripida collina. Jungle Hunt era, in breve, un capolavoro con tutti i crismi, il che lo portò ad essere convertito con ottimi risultati su una valanga di formati domestici, tra cui ovviamente il ColecoVision. Quest'ultima trasposizione, in realtà, non metteva in luce le sue qualità sin dal primissimo istante: la grafica, infatti, era sì assai colorata e sufficientemente dettagliata, ma si discostava abbastanza dal coin-op d'origine e, pur rimanendo comunque di ottimo livello, tradiva l'inferiorità dell'hardware sul quale era stata trasferita. Bastavano pochi minuti di gioco, però, per rendersi conto della bontà della conversione, il cui gameplay rispecchiava in tutto e per tutto quello della macchina da sala. E, dal momento che - come detto in precedenza - era proprio la giocabilità a fare di Jungle Hunt una pietra miliare del suo genere, l'aderenza della versione ColecoVision alle meccaniche dell'originale fu più che sufficiente per decretare il successo della conversione, i cui meriti andavano effettivamente al di là della brillantezza della grafica e il cui gameplay risulta ancor oggi incredibilmente piacevole nella sua genuina ingenuità.

[Nyabot]


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