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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

NEC PC Engine
Vigilante
Irem
09 10 2005

Può un'eccellente conversione di un gioco da bar divertente, ma fondamentalmente scialbo, fare della macchina su cui la conversione in questione gira l'oggetto del desiderio di un intero continente videogiocante? Ebbene sì, può. Perché nel 1989, mentre i possessori di Amiga, Atari ST, CBM 64, Spectrum e Amstrad CPC facevano i conti con le patetiche conversioni di Vigilante (il coin-op divertente, ma scialbo di cui sopra) consegnate loro da U.S. Gold, le prime immagini della versione PC Engine dello stesso Vigilante iniziavano ad affacciarsi sulle riviste europee, con il conseguente choc per la povera utenza dei computer a 8 e 16 bit. E l'invidia, la brama, il desiderio iniziarono a serpeggiare anche tra coloro che, prima di allora, mai avrebbero pensato di poter volere una console, cullati dalla polivalenza e dalla popolarità dei loro home computer. Ma le nottate passate ad esaminare minuziosamente ogni singolo pixel delle foto di Vigilante per PC Engine, le esplosioni di salvadanai innocenti udite in tutta Europa, l'improvviso boom dell'importazione parallela non possono essere condannate, neanche con il senno di poi. Perché laddove le conversioni di Vigilante lanciate sul mercato degli home computer erano a dir poco vergognose, il porting sul PC Engine era assolutamente spettacolare, fedele al coin-op d'origine in maniera prima d'allora impensabile. E nacque l'espressione 'arcade perfect', chimera irraggiungibile per i possessori di CBM 64, Spectrum e affini...

Vigilante, ad ogni modo, non era propriamente un capolavoro, bensì un gioco estremamente semplice, anche se assai divertente sul breve termine. La qualità della conversione sul PC Engine era stupefacente, come s'è già detto, ma il titolo in sé non infrangeva alcuna barriera nel campo del gameplay, risultando praticamente un (corposo) aggiornamento grafico del leggendario Spartan X (o Kung-Fu Master che dir si voglia), prodotto tra l'altro dalla stessa Irem. L'azione era quindi basata su scenari a scorrimento orizzontale in cui il protagonista si muoveva eliminando nel contempo i suoi avversari, a mani nude o con l'aiuto dei nunchaku occasionalmente reperibili a terra, per poi andare a scontrarsi contro l'immancabile boss di fine livello. Niente di più, niente di meno. Ma il richiamo dell'inavvicinabile 'arcade perfect', per i videogiocatori europei della fine degli anni 80, era davvero troppo forte...

[Shrapnel]


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