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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Atari Lynx
Dracula the Undead
Atari | Hand Made Software
10 10 2005

La presenza di Bram Stoker (o, per la precisione, di una sua riproduzione digitale) nel ruolo di narratore in un videogioco basato sul mito di Dracula dovrebbe essere già di per sé indice di un qualcosa di particolare, di diverso dal solito. Il fatto che il gioco in questione, poi, sia un'avventura grafica di stampo classico realizzata su una console portatile (!) dovrebbe dare una definitiva conferma alle supposizioni precedentemente riportate. E infatti Dracula the Undead non è soltanto un esperimento piuttosto curioso, ma anche un titolo decisamente degno di attenzione, a dispetto di qualche magagna di non poco conto.

La storia, che segue abbastanza fedelmente quella pubblicata da Bram Stoker nel 1897, vede Jonathan Harker (nei cui panni è chiamato a calarsi il giocatore) in visita d'affari al castello del conte Dracula. Approfittando della momentanea assenza del padrone di casa, però, il protagonista decide di esaminarne la magione scoprendo così innumerevoli strani segreti - strani al punto da indurlo a fuggire dal castello, ma non prima di aver raccolto indizi sufficienti per convincere le autorità della pericolosità del conte. E questo è esattamente ciò che l'utente è chiamato a fare nell'avventura scritta da Handmade Software. Il giocatore, infatti, deve esplorare il maniero di Dracula controllando direttamente Harker e interagendo con l'ambiente circostante tramite una comoda interfaccia posta nella parte bassa dello schermo, composta a sua volta da comandi come 'esamina', 'apri', 'prendi', 'usa' e via dicendo. Harker può inoltre parlare con gli abitanti del castello (dai quali, però, può anche essere ucciso in caso di scelte errate), ma deve soprattutto annotare sul suo blocnotes tutti gli avvenimenti fuori dal comune in cui si imbatte e tutte le stranezze rilevate nella dimora del conte. Riuscendo a fuggire dalla fortezza senza aver accumulato abbastanza indizi per incriminare il vampiro, infatti, l'utente avrà portato a termine l'avventura senza per questo vincere, il che costituisce un altro aspetto assai originale di Dracula the Undead.

La buona struttura di gioco, la grafica interamente rappresentata nei toni del marrone e del seppia e il sonoro funzionale, ad ogni modo, non possono far dimenticare i difetti del gioco distribuito da Atari nel 1992, primo fra tutti il mancato inserimento di una qualsivoglia possibilità di salvare la partita. Anche l'impossibilità di vedere le porte e gli oggetti situati sul lato basso dello schermo e la discreta linearità dell'avventura possono dare fastidio, ma ciò che tarpa davvero le ali ad un prodotto potenzialmente eccellente è proprio l'impossibilità di registrare i progressi effettuati, ulteriormente aggravata dalla conseguente necessità di ripartire daccapo in caso di prematura dipartita dell'alter ego del giocatore. Peccato, ma del resto non si può avere tutto dalla vita, nemmeno nel caso dei videogiochi...

[Shrapnel]


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