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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Amstrad CPC
Werewolves of London
Mastertronic | Viz Design
28 09 2005

Dura, la vita del lupo mannaro a Londra. E il protagonista di Werewolves of London lo sa: è infatti un licantropo costretto a vagare per le strade, i parchi, i tetti e le stazioni della metropolitana, dando la caccia agli otto responsabili della sua trasformazione per ucciderli e sottrarre loro le croci che porranno fine alla maledizione che lo affligge. Il che, in fin dei conti, non sarebbe neanche troppo difficile, se vogliamo. E nemmeno troppo stressante, a dirla tutta, visto che tanto le vittime predestinate quanto i passanti possono essere sgranocchiati a piacimento, magari per aggiungere un minimo di divertimento alle bigie nottate londinesi. Il problema, semmai, sta nel fatto che la polizia è stanca di trovarsi tra i piedi cadaveri masticati, e ad ogni nuova vittima rinvenuta intensifica i suoi sforzi nel tentativo di assicurare alla giustizia il mostro che sta terrorizzando Londra. E non è tutto, perché la struttura alla base di Werewolves of London, oltre a fare del titolo Mastertronic un piccolo capolavoro, non è affatto semplice.

Il gioco, tanto per cominciare, è suddiviso in due fasi, connesse a loro volta alla presenza o all'assenza del sole. E così durante il giorno il protagonista si aggira per la città in forma umana, muovendosi indisturbato anche in presenza degli agenti di polizia e cercando indizi sulla posizione dei suoi nemici, che andranno poi eliminati di notte. Al calare delle tenebre, infatti, l'eroe del gioco diventa immancabilmente un pelosissimo licantropo, pronto a divorare le sue prede al fine di sbarazzarsi del maleficio da esse messo in atto. E, ancora una volta, non è tutto. Perché, indipendentemente dal momento della giornata, è assolutamente necessario prestare particolare attenzione agli oggetti sparsi per il mondo di gioco, tra i quali figurano bende (utili per fermare le emorragie dovute ai colpi subiti dalla polizia), denaro, chiavi, torce (fondamentali per capire dove andare una volta scesi nelle fogne) e persino una lima. Quest'ultima, in particolare, è utile per dare un'idea della cura con cui il gioco è stato progettato, visto che è possibile nasconderla in gattabuia durante il giorno, quando si può andare a zonzo senza destare sospetti, per poi utilizzarla nottetempo per evadere dalla prigione, nel caso si venga arrestati per le proprie malefatte lupesche. Questo, ad ogni modo, è solo uno dei tanti piccoli tocchi di classe che fanno di Werewolves of London un prodotto bizzarro, accattivante, godibile (anche per merito dell'ottima interfaccia utente, provvista pure di un menu ad icone) e appassionante, a dispetto dei fastidiosi rallentamenti che piagano una realizzazione audiovisiva altrimenti impeccabile. Essere un licantropo, perlomeno sul CPC, non è poi così male, in fin dei conti...

[Shrapnel]


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