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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

[nuRetro] Sony PlayStation 4
Shantae and the Seven Sirens
WayForward
06 06 2020

Disponibile anche su:
[ Switch | Xbox One | macOS | Windows | iOS ]

Possibile che la povera Shantae non abbia mai un attimo di pace e relax? Possibilissimo, a quanto pare. Nonostante abbia avuto a che fare con insidie di ogni tipo in passato e sia quindi più che meritevole di godersi un paio di settimane di ferie, la popolare 'genietta' non sembra avere alcuna chance di riposarsi. Questo suo ultimo viaggio, infatti, inizia proprio come una vacanza, interrotta sul più bello dalla sparizione delle altre 'geniette' che avrebbero dovuto esibirsi insieme a Shantae su una magnifica isola ricca di misteri, il principale dei quali è il mondo sotterraneo e subacqueo che si trova al di sotto della città principale. Ed è proprio con questo improvviso rapimento che si avvia Shantae and the Seven Sirens, ovvero il culmine della famosa saga prodotta da WayForward.

Questo episodio rappresenta infatti il massimo punto raggiunto dalla serie, grazie alla miscela di elementi vecchi e nuovi. Dai precedenti capitoli, per esempio, gli sviluppatori hanno ripreso l'idea di una mappa unica, per così dire, collegata a una sorta di hub centrale costituito dalla città, ovviamente provvista di personaggi con cui parlare e negozi in cui fare acquisti. Dai vecchi episodi è stata recuperata anche l'arcinemica di Shantae, ovvero Risky Boots, ma stavolta sono sette sirene a rivestire il ruolo delle antagoniste della protagonista, il che si risolve in situazioni totalmente nuove in termini di ambientazioni delle segrete da esplorare e di meccaniche da assimilare per l'abbattimento dei boss.

A rendere davvero interessante Shantae and the Seven Sirens, però, sono le nuove trasformazioni dell'eroina. In questo nuovo episodio, infatti, le abilità aggiuntive di Shantae devono essere acquisite progressivamente in modo diverso dal solito (ma non diremo nulla per evitare eventuali spoiler) e sono collegate in maniera a dir poco perfetta all'esplorazione, con nuove aree che diventano disponibili man mano che le trasformazioni nell'arsenale di Shantae aumentano e corpose porzioni dei livelli che si palesano sempre e comunque al momento giusto. Vagare all'interno delle segrete non è mai noioso e nessuna stanza è scontata, anche perché il ritmo dell'esplorazione è piuttosto elevato e i segreti (come da tradizione per la serie) abbondano. Il suddetto incremento nella rapidità dei vagabondaggi è tra l'altro strettamente correlato al nuovo sistema delle trasformazioni, che vengono ora attivate assai più velocemente rispetto al passato e non spezzano il ritmo dell'esplorazione.

Le primizie non si esauriscono qui, comunque: gli sviluppatori hanno ampliato le possibilità di potenziamento della protagonista e, oltre a riproporre i classici negozi ai quali si è accennato in precedenza (presso i quali vanno migliorate le capacità di base di Shantae), hanno introdotto un sistema di carte collezionabili davvero intrigante. I nemici, in breve, rilasciano a volte delle carte che li ritraggono quando vengono abbattuti e, dopo averne raccolte a sufficienza, Shantae è in grado di attivarle per ricorrere alle stesse abilità degli avversari. Ciò consente di personalizzare l'approccio all'avventura, oltre ad aggiungere parecchia varietà, e il risultato è un eccellente compromesso tra la ricerca di una maggiore profondità e il mantenimento dell'immediatezza che caratterizza la serie sin dal suo primo episodio.

La realizzazione tecnica, infine, è davvero di prim'ordine. Lo si intuisce subito, non appena il caricamento iniziale ha fine, dal momento che WayForward ha inserito un'introduzione animata degna di una produzione nipponica, nata non a caso dalla collaborazione con Studio Trigger. La stessa qualità si ritrova nelle scene di intermezzo e nella grafica vera e propria del gioco, che ha abbandonato le incursioni nella terza dimensione tentate nel recente passato da WayForward e ha nuovamente abbracciato una meravigliosa bidimensionalità che dona a Shantae and the Seven Sirens un gustoso aspetto da cartone animato. L'accompagnamento musicale, gli effetti sonori e le voci, dal canto loro, sono ugualmente notevoli, così come è apprezzabilissima la scrittura dei dialoghi. Sono invece fastidiosi i caricamenti tra una sezione e l'altra della mappa, che vanno a frammentare un po' il ritmo elevato di cui si è parlato poc'anzi a causa dell'eccessiva durata.

[Nyabot]


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