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Goliath Convinto sostenitore della pixel art e della massima semplicità nelle produzioni per le macchine attuali, Goliath non disdegna comunque i videogiochi propriamente moderni. Mastica un po' di tutto, dalle simulazioni sportive agli RPG, ma ha una predilezione mai sopita per l'azione dura e pura.

[nuRetro] Sony PlayStation 4
Raging Loop
PQube | Kemco | Dwango
19 12 2019

Disponibile anche su:
[ Switch | Windows ]

Quella delle 'visual novel' nipponiche, ovvero dei racconti interattivi in forma digitale, è una tradizione lunga e gloriosa che risale addirittura ai giorni del Super NES. Il genere ha però conosciuto in tempi relativamente recenti un periodo di stanca, ma è tornato alla ribalta con quest'ultima generazione di console e, a giudicare dal numero di prodotti usciti negli ultimi due o tre anni, sembra quasi che gli sviluppatori specializzati in 'visual novel' vogliano recuperare il tempo perso. Vale la pena di spendere comunque due parole per quanto riguarda la tipologia ludica in questione, magari per chi non sapesse di cosa stiamo parlando. Le 'visual novel' sono, come detto in apertura, dei veri e propri racconti interattivi: gli eventi vengono narrati con una discreta mole di testo e, ovviamente, con l'ausilio di immagini, animazioni e (spesso) dialoghi recitati, mentre al giocatore spetta il compito di operare delle scelte al raggiungimento di appositi bivi al fine di procedere nella storia, influenzandone al tempo stesso lo sviluppo.

Tra i temi preferiti dagli sceneggiatori delle 'visual novel' nipponiche figurano da sempre le investigazioni, l'occulto e l'orrore e Raging Loop non fa eccezione. L'avvio è in realtà estremamente normale, per così dire, e vede il protagonista perdersi durante un viaggio ricreativo in moto lungo una serie di strade di montagna. Da qui in poi, però, tutto precipita (letteralmente: giocare il prologo per credere) e l'improbabile eroe di turno si ritrova in un villaggio apparentemente dimenticato dal tempo, i cui pochi abitanti seguono tradizioni antichissime e rituali decisamente oscuri. E così, tra vetuste divinità che cercano vendetta e spiriti protettori, gli eventi si dipanano con un ritmo sempre più incalzante che alterna orribili omicidi, riunioni segrete, accadimenti che il lume della ragione bollerebbe immediatamente come impossibili e via di questo passo. Raging Loop, inoltre, non basa tutta la sua trama sull'orrore, fisico o spirituale che esso sia: aggiunge invece alla collaudata formula del brivido una forte componente psicologica e, in sottofondo, una sorta di sanguinosa partita a scacchi tra gli abitanti del villaggio e i loro invisibili nemici, con una base logica davvero intrigante.

Sebbene questa recensione sia fin qui rimasta (prevedibilmente) vaga per evitare spoiler indesiderati, è senz'altro possibile analizzare un po' più a fondo le meccaniche di Raging Loop. I bivi narrativi, per esempio, utilizzano un interessante sistema di chiavi che determina le scelte che possono essere operate. Tali chiavi si ottengono spesso e volentieri soltanto nelle fasi più avanzate della storia, il che vuol dire che molti bivi limitano inizialmente il giocatore a una sola scelta obbligata e possono essere rivisitati dopo aver incamerato la relativa chiave, con la conseguente apertura di un nuovo ramo della trama. Viene in aiuto del giocatore, in questo senso, la chiarissima mappa dei bivi allestita dagli sviluppatori, che permette di tenere costantemente traccia delle sottotrame intraprese e offre un controllo granulare sulle varie sezioni della storia. Dopo aver completato la narrazione, inoltre, è possibile affrontarla nuovamente con un'apposita modalità estesa che, oltre a contenere nuove scene, mostra i pensieri dei personaggi e inquadra così gli eventi sotto una luce diversa.

La realizzazione tecnica, infine, è nella norma per i canoni delle 'visual novel'. I ritratti dei personaggi e i fondali sono sufficientemente curati e la recitazione dei dialoghi è di buon livello. Raging Loop è quindi una piccola gemma da non perdere, a patto di sapere esattamente cosa aspettarsi dal gioco. Non si tratta di un'avventura, ma di una vera 'visual novel': l'interattività è ridotta al minimo indispensabile, anche se ha un peso specifico molto elevato nell'economia della struttura, ma questo genere di 'architettura ludica' può non essere adatta a tutti. Se amate il brivido e la narrazione 'partecipata', però, ne troverete in quantità nel titolo prodotto da Kemco.

[Goliath]


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