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Goliath Convinto sostenitore della pixel art e della massima semplicità nelle produzioni per le macchine attuali, Goliath non disdegna comunque i videogiochi propriamente moderni. Mastica un po' di tutto, dalle simulazioni sportive agli RPG, ma ha una predilezione mai sopita per l'azione dura e pura.

[nuRetro] Sony PlayStation 4
River City Girls
WayForward | Arc System Works
06 09 2019

Disponibile anche su:
[ Switch | Xbox One | Windows ]

La serie Kunio-kun è da sempre un punto fermo nella vita dei giocatori nipponici, ma si è trovata per anni in una sorta di animazione sospesa che ha finito per farla scivolare nell'appendice dei libri di storia dei videogiochi. Non più: River City Girls rappresenta infatti il ritorno in grande stile della saga, della quale riprende in parte il titolo impiegato negli States (dove River City Ransom, noto come Street Gangs in Europa, è perennemente circondato da un alone di leggenda) all'epoca del NES. Ed è subito festa.

River City Girls è infatti un autentico gioiello e non si limita a meritare pienamente l'appartenenza alla serie di cui sopra, ma riesce anche a trasportarla nell'era attuale nel miglior modo possibile. Ma andiamo per gradi. I protagonisti, stavolta, non sono Kunio e Riki: gli antieroi in questione sono stati rapiti e tocca alle loro ragazze (o aspiranti tali, o amiche, o fate un po' voi...) Kyoko e Misako scoprire cosa è accaduto e riportare a casa i celebri teppisti. L'azione, però, non cambia (per fortuna!): bisogna quindi esplorare una vasta città, interagire con coloro che affermano di avere informazioni sul rapimento e, soprattutto, menare le mani a più non posso.

L'enfasi posta sul combattimento, sebbene prevedibile alla luce delle caratteristiche della serie, non vuol dire comunque che gli sviluppatori abbiano trascurato altri aspetti, come per esempio il senso dell'umorismo. E così River City Girls abbonda in quanto a battutacce, situazioni buffe, personaggi più o meno ridicoli e via di questo passo. I dialoghi sono eccellenti e strappano addirittura più risate di quanto si possa inizialmente pensare, mentre le sezioni doppiate possono contare su ottime voci e interpretazioni altrettanto valide. Ma è giunto il momento di tornare ai ceffoni...

La prima cosa che si nota, dopo aver scelto tra Kyoko o Misako (o, meglio ancora, dopo aver acchiappato un amico per giocare in due con entrambe le tipe toste), è la perfetta accoppiata tra la fluidità dei movimenti delle combattenti e la reattività dei comandi. River City Girls sembra davvero un picchiaduro a scorrimento dell'epoca d'oro, e lo diciamo nel migliore dei sensi: ogni singolo colpo viene eseguito senza alcun intoppo o ripensamento dei comandi e quando calci e pugni vanno a segno è impossibile non provare un'enorme soddisfazione, alla luce della grande fisicità che gli sviluppatori hanno saputo donare agli scambi di scortesie.

E non finisce qui, perché nella più pura tradizione della serie il sistema di combattimento è in continua evoluzione grazie all'esperienza accumulata negli scontri, che consente alle eroine di salire di livello e di guadagnare l'accesso a una vastissima gamma di nuove mosse sempre più efficaci, spettacolari e... dolorose. Non mancano inoltre le armi da reperire in giro per il mondo di gioco e impiegare per avere la meglio sugli avversari, che diventano da parte loro progressivamente più coriacei e vengono sostituiti nei momenti chiave della storia dagli immancabili boss, caratterizzati a meraviglia e dotati di stili di lotta che incentivano ulteriormente il corretto utilizzo (comunque essenziale in ogni scontro) delle parate, delle prese, delle proiezioni e, all'occorrenza, dei nemici che è possibile reclutare quando si rendono conto di essere rimasti soli e scelgono saggiamente di arrendersi.

Ad approfondire ancor di più le meccaniche di base provvedono le possibilità di personalizzazione delle eroine, che sono in grado di fare shopping in negozi e centri commerciali per incamerare accessori capaci di modificarne le abilità combattive. Alcune attività vendono ovviamente vari tipi di cibarie, necessarie per recuperare energia vitale e resistenza (legata a sua volta all'esecuzione di particolari colpi), e ci sono persino delle fermate degli autobus che permettono di raggiungere più rapidamente determinate località. Quest'ultimo elemento non è affatto secondario, perché River City Girls è sì un picchiaduro a scorrimento, ma è totalmente aperto: la città può essere visitata in lungo e in largo a piacimento, pur seguendo nel contempo il filo logico della trama, mentre le missioni secondarie e le stanze segrete da sbloccare in diversi modi amplificano e sostengono la grande libertà concessa dagli sviluppatori ai giocatori.

La realizzazione tecnica di River City Girls, infine, è a dir poco da urlo. La grafica è fenomenale dal primo all'ultimo pixel, con personaggi disegnati con rara maestria e animati con una precisione che trova riscontro anche nella varietà dei movimenti e nella levità con la quale eroi e cattivi si spostano lungo gli scenari. Questi ultimi sono altrettanto dettagliati, nonché coloratissimi e assai ispirati anche dal punto di vista dello studio delle località, estremamente diverse tra loro. Non è da meno, per concludere, la colonna sonora: accompagna in maniera fantastica l'azione e alterna momenti leggeri e vere e proprie esplosioni acustiche, con un ritmo mutevole che può essere quasi sommesso in un certo momento e forsennatamente incalzante appena un attimo dopo. Ed è anche grazie a questa magnificenza audiovisiva, in fin dei conti, che River City Girls si afferma come il miglior esponente del suo genere nell'era 'moderna' dei videogiochi.

[Goliath]


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