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Dan Hero Alle soglie degli 'anta, Dan Hero resta un giovane vecchio con lo sguardo e il cuore immutabilmente fissi al passato. Da una decade circa ospite non gradito sulle pagine di TGM, snocciola mensilmente sermoni irremediabilmente noiosi riguardo quanto meravigliosi fossero i videogiochi dei bei tempi andati, coltivando nel contempo il sogno di fondare una software house nichilista e creare titoli nati vecchi che nessuno giocherà.

Nintendo NES
Kung Fu
Nintendo | Irem
24 03 2019

Il primo videogioco che mise piede a casa mia (ammettendo che i videogiochi siano effettivamente dotati di piedi) fu Moon Patrol su Atari 2600, gentilmente collegato a un ciclopico Mivar dal classico amico ricco (TM). Il mio genere preferito, invece, sono i picchiaduro, a incontri o a scorrimento che siano. Questo preambolo serve a ricordarmi, nel caso ce ne fosse bisogno, che ho un debito inestinguibile nei confronti di Takashi Nishiyama. Suo è anche Kung Fu (o Kung-Fu Master, come era noto in sala): a tutti gli effetti il papà dei giochi di lotta a scorrimento, nonché titolo dalla genesi curiosa. In Giappone nasce come videogioco vagamente ispirato alla commedia con Jackie Chan "Wheels on Meals" (1984), conosciuto come "Il Mistero del Conte Lobos" da noi e "Spartan X" nella terra dei samurai.

Kung Fu si ispira alla parte finale del film, quando Thomas (l'alter ego di Jackie) deve liberare Sylvia da una banda di criminali, facendo squadra assieme a David (Yuen Biao) e Moby (Sammo Hung). In realtà Nishiyama-san prende ispirazione anche da "Game of Death" ("L'ultimo combattimento di Chen" qui da noi) con Bruce Lee per quanto riguarda il concetto della torre da scalare a suon di combattimenti, un piano alla volta. Il boss del terzo piano è un gigante di colore in grado di dimezzare l'energia di Thomas con un colpo - strizzata d'occhio, forse, al personaggio di Kareem Abdul-Jabbar in "Game of Death". O forse ricalca semplicemente la stereotipata caratterizzazione degli yankee agli occhi dei giapponesi di allora, chi può dirlo.

La versione NES, che durante la stesura di questo articolo ho giocato e finito più volte, è a conti fatti l'adattamento migliore per i sistemi casalinghi. Programmata da Nintendo, vanta un dettaglio grafico ottimo, pur non raggiungendo la definizione e le dimensioni degli sprite originali. La sola presenza di un joypad con due tasti, però, è un punto a favore ENORME rispetto a quanto offerto dagli adattamenti per home computer, costretti a convivere con i classici joystick monopulsante della tristezza (TM). Nella blocchettosa versione per Commodore 64, per esempio, è necessario usare la barra spaziatrice per alternare pugni e calci. Brutta cosa. Tornando al NES e ai suoi due bei pulsantoni, a ogni modo, ci sono cinque piani da affrontare per salvare Sylvia, con il gioco che inizia daccapo dopo aver sconfitto l'ultimo boss. Ho completato Kung Fu tre volte di fila prima di averne abbastanza: c'è una buona varietà di nemici e trappole da evitare, ma l'azione sostanzialmente non va oltre il combattimento continuo.

[Dan Hero]


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