A.Rea. 21 : retrogaming dal 1996!
home [ Acorn | Amstrad | Apple | Arcade | ASCII | Atari | Coleco | Commodore | Mattel | NEC | Nintendo | Sega | Sharp | Sinclair | SNK | Sony ] link | e-m@il
Carica un articolo casuale!
Goliath Convinto sostenitore della pixel art e della massima semplicità nelle produzioni per le macchine attuali, Goliath non disdegna comunque i videogiochi propriamente moderni. Mastica un po' di tutto, dalle simulazioni sportive agli RPG, ma ha una predilezione mai sopita per l'azione dura e pura.

[nuRetro] Commodore 64
Sydney Hunter and the Sacred Tribe
CollectorVision | Exidy
29 04 2018

Disponibile anche su:
[ ColecoVision | Intellivision ]

Il rinomato esploratore Sydney Hunter sembra aver scelto il luogo sbagliato per andare (come d'abitudine...) a caccia di antiche reliquie di grande valore. Una volta giunto in Messico, infatti, è stato fatto prigioniero da una tribù del luogo che lo ha prontamente intrappolato all'interno di una labirintica serie di caverne. I nativi, però, non hanno intenzione di fare del male a Sydney: vogliono invece che li aiuti a trovare un portale, celato per l'appunto nel profondo delle grotte di cui sopra.

Quel che deriva dalle premesse appena esposte è un godibilissimo esemplare dei classici giochi di esplorazione a piattaforme che hanno contribuito a rendere grande il Commodore 64. L'enfasi viene posta principalmente sui salti, che rappresentano di fatto le uniche azioni eseguibili dal protagonista, ma il gioco è tutt'altro che banale ed è stato confezionato con enorme cura. Il fatto che si possa unicamente balzare, per esempio, non sminuisce in alcun modo la varietà dei pericoli ai quali si va incontro: ci sono serpenti affamati, insetti troppo cresciuti, ragni velenosi, pipistrelli giganti, trappole, fiamme e insidiose sabbie mobili da evitare con un salto ben calibrato. Gli sviluppatori non sono però caduti nella trappola potenzialmente frustrante delle misurazioni 'al pixel' ed è possibile scampare alla morte senza doversi esibire in spostamenti di precisione millimetrica.

L'esplorazione, da parte sua, è finalizzata fondamentalmente alla localizzazione e alla successiva raccolta dei diamanti disseminati per le caverne. Le preziose gemme (talvolta celate all'interno di forzieri chiusi a chiave) non sono meri bonus, ma devono essere obbligatoriamente collezionati e poi esibiti per convincere gli indigeni a sbloccare l'accesso alle aree più avanzate. La mappa automaticamente aggiornata in tempo reale facilita fortunatamente l'esplorazione, perlomeno entro certi limiti, e gli oggetti che Sydney può raccogliere per guadagnare una vita aggiuntiva o un breve periodo di invulnerabilità si rivelano presto indispensabili.

Il sistema di controllo è reattivo quanto basta (anche se imbroccare scale e liane può risultare occasionalmente complicato) e la realizzazione tecnica è estremamente interessante. Gli sviluppatori hanno infatti utilizzato un'elegante modalità grafica che, pur sacrificando in parte l'ampiezza cromatica, regala un aspetto tanto tetro quanto dettagliato agli scenari. Sydney Hunter and the Sacred Tribe non è un gioco particolarmente lungo o complesso, ma il suo fascino e la sua encomiabile pulizia generale suppliscono egregiamente alla sua relativa brevità e lo rendono più che meritevole della giusta considerazione, anche alla luce del ragionevolissimo prezzo della versione scaricabile.

[Goliath]


Immagini: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9

home [ Acorn | Amstrad | Apple | Arcade | ASCII | Atari | Coleco | Commodore | Mattel | NEC | Nintendo | Sega | Sharp | Sinclair | SNK | Sony ] Privacy e cookie | e-m@il