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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

ASCII MSX
Batman
Ocean | Jon Ritman | Bernie Drummond
17 11 2005

Batman, giustiziere mascherato di Gotham City in trasferta sull'MSX, ha fatto scalo sullo Spectrum prima di raggiungere i lidi della macchina disegnata da ASCII, e si vede. Sebbene sia estremamente elegante e dettagliata, infatti, la grafica è praticamente monocromatica e il sonoro è quasi inesistente. Ma giudicare dalle apparenze, come è ben noto, è sbagliato. Estremamente sbagliato. E Batman per MSX (così come l'originale per ZX Spectrum) ne è la prova lampante, dato che nasconde un gameplay a dir poco eccezionale dietro una realizzazione audiovisiva che fa a meno di tinte sgargianti e risulta in effetti un po' smunta dal punto di vista cromatico rispetto a quanto apprezzabile sulle macchine Sinclair. Batman, in sintesi, rappresenta uno dei momenti più gloriosi nella storia delle avventure isometriche, al punto da sembrare più un prodotto Ultimate che non un titolo targato Ocean. Il che la dice tutta.

La storia alla base del gioco, inutile dirlo, è trascurabile (nonché farina del sacco dei tipi di Ocean e non di Ritman) e vede il crociato incappucciato alla ricerca del suo fedele aiutante Robin, rapito mentre riparava il batveicolo di turno. E qui iniziano i problemi, dato che Batman dovrà trovare i sette pezzi necessari all'avviamento del suo futuristico mezzo di trasporto prima di potersi dedicare all'inseguimento dei rapitori. E c'è dell'altro: nella confusione immancabilmente seguita alla sparizione di Robin, infatti, Batman ha dimenticato il suo equipaggiamento in giro per la Batcaverna; dovrà quindi rintracciarlo prima di poter compiere qualsiasi azione (salti, raccolta di oggetti e via dicendo) che non sia la semplice deambulazione. Queste, in breve, le premesse: il resto è puro divertimento e lo si intuisce sin dalla primissima schermata, quando un Batman nello stile dell'omonima serie TV (con tanto di pancetta...) irrompe nella Batcaverna scivolando giù da una pertica.

Dopo aver preso un minimo di confidenza con i controlli - puntualmente ostici per i primi minuti, come da tradizione delle avventure isometriche - ci si può lanciare nell'esplorazione di una miriade di stanze (circa 150) disegnate in maniera indiscutibilmente perfida, ma al tempo stesso assolutamente geniale. Oggetti da spostare, nastri trasportatori, baratri mortali, avversari di ogni tipo e insospettabili trappole sono disposti con perizia più unica che rara, in modo da indurre alternativamente nell'utente esaltazione e furia. Il risultato è l'impossibilità di abbandonare Batman prima di averlo risolto, visto che l'esaltazione produce la voglia di andare avanti per continuare a godere del magistrale lavoro di Ritman e Drummond, mentre la furia si trasformerebbe inevitabilmente in umiliazione in caso di resa, il che impedisce di alzare bandiera bianca - è una questione di principio, no? Fortunatamente Batman diverte dalla prima all'ultima schermata, ragion per cui portarlo a termine, seppure 'obbligatorio' da un punto di vista morale, è tutt'altro che un'onerosa incombenza. Di fronte ad un capolavoro non ci si può mica tirare indietro.

[Shrapnel]


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