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Goliath Convinto sostenitore della pixel art e della massima semplicità nelle produzioni per le macchine attuali, Goliath non disdegna comunque i videogiochi propriamente moderni. Mastica un po' di tutto, dalle simulazioni sportive agli RPG, ma ha una predilezione mai sopita per l'azione dura e pura.

[nuRetro] Nintendo Switch
Wulverblade
Fully Illustrated | Darkwind Media
19 10 2017

Nelle intenzioni, Wulverblade è un omaggio ai picchiaduro a scorrimento della vecchia scuola. All'atto pratico, però, è molto di più. È infatti un prodotto rifinito sin nei minimi dettagli, confezionato con enorme cura e in fin dei conti eccellente sotto tutti i punti di vista. È divertente, rappresenta una vera sfida, rispetta i canoni delle sue fonti di ispirazione, va ben al di là della sua semplice struttura di base ed è fondato su una minuziosa ricerca durata moltissimo tempo. È il frutto di una grande passione, in breve, oltre che di una lavorazione rigorosa e praticamente impeccabile.

Gli eventi narrati in Wulverblade hanno luogo nel nord della Britannia, nell'anno 120, e vedono il giocatore nei panni di uno dei campioni delle tribù del nord. Agli eroi in questione spetta il gravoso compito di arrestare l'avanzata della Nona Legione romana, forte di 5000 uomini e del supporto di alcuni 'barbari' locali. Ciò si traduce, come detto, in un picchiaduro a scorrimento in cui uno o due giocatori impersonano i guardiani del nord nel loro percorso di annientamento degli avversari. A differenza di quanto accade sin troppo spesso, la manfrina sin qui esposta è tutt'altro che accessoria. Wulverblade, al contrario, è basato su prolungati sopralluoghi che donano un'insospettabile veridicità (documentata tramite schizzi, immagini e filmati in un'apposita sezione del menu) agli scenari, ai personaggi, alle loro credenze, alle armi e a tutto quel che ruota intorno alla corsa al massacro alla quale si viene chiamati a prender parte. Perché Wulverblade, in fin dei conti, è proprio questo: un autentico massacro.

La guerra è sempre stata cruda e riprovevole, anche prima dell'avvento delle armi da fuoco e delle bombe, e Wulverblade non fa alcuna economia in termini di spruzzi di sangue, arti separati dai legittimi proprietari e teste mozzate. La rappresentazione visiva di cotanta brutale violenza è affidata a un impianto grafico pregevolissimo, fatto di fondali inappuntabili e personaggi tanto grandi quanto ben animati. Lo spettacolo offerto da Wulverblade, in altre parole, è davvero di prim'ordine e viene magnificamente supportato da una colonna sonora a dir poco eccellente e da effetti registrati dal vivo negli equivalenti reali dei luoghi virtuali che vengono esplorati durante l'avventura.

La fedeltà storica e la meticolosa fattura della grafica e del sonoro sarebbero ovviamente inutili se le meccaniche di gioco non fossero all'altezza della situazione, ma Wulverblade non cade nel tranello dell'apparenza al di sopra della sostanza. Non lesina però su quest'ultima, sia ben chiaro. Offre tre personaggi dotati di caratteristiche specifiche dal punto di vista della potenza offensiva, della velocità e dell'abilità difensiva, tanto per cominciare, e un parco mosse che farebbe invidia a produzioni di profilo assai più elevato. Caradoc, Guinevere e Brennus (gli eroi di cui sopra) possono correre, parare gli assalti nemici, concatenare combinazioni offensive, saltare (anche in doppia battuta), rotolare via per schivare i colpi in arrivo, afferrare gli avversari per poi infierire ulteriormente o scagliarli via, effettuare cruente esecuzioni sugli sfidanti storditi, aprirsi la strada con un efficace spintone e prodursi in una disperata mossa d'emergenza che va a intaccare l'energia vitale dell'eroe, ma può salvarlo nel caso in cui si ritrovi accerchiato. E c'è dell'altro.

I guardiani del nord possono raccogliere arti e teste degli avversari abbattuti e poi utilizzare tali parti anatomiche come armi, o recuperare dal terreno arnesi da lancio da scagliare all'indirizzo dei nemici per tenerli a distanza. Possono poi appropriarsi delle armi da mischia che rinvengono sul suolo e adoperarle in accoppiata con il loro equipaggiamento di base, scatenando micidiali attacchi pesanti ove consentito dagli strumenti raccolti. E siamo ancora nell'ambito delle mosse più o meno normali. Quelle speciali, dal canto loro, includono la possibilità di richiedere l'assistenza di un branco di lupi (una sola volta per livello, non di più) e, al riempimento di un'apposita barra della rabbia, l'attivazione di un breve periodo di invulnerabilità che garantisce anche il potenziamento degli assalti e il progressivo recupero dell'energia vitale. Tutte queste varianti d'azione sono essenziali per la sopravvivenza, perché Wulverblade è (giustamente, foss'anche solo per una questione di coerenza) un gioco difficile come lo erano i suoi ispiratori: la ferocia dei nemici cresce rapidamente dopo il completamento del primo livello e i boss sono dei dannati ossi duri. Può aiutare in questo senso la partecipazione di un secondo giocatore, tanto più che è possibile affrontare la difesa delle terre del nord brandendo un singolo Joy-Con a testa, senza dover acquistare nessun accessorio aggiuntivo.

[Goliath]


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