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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

[nuRetro] Sony PlayStation 4
Thimbleweed Park
Terrible Toybox
27 08 2017

Disponibile anche su:
[ Xbox One | macOS | Windows | Linux ]

Ron Gilbert, Gary Winnick, David Fox e Mark Ferrari sono tornati, e con loro la Grande Avventura Grafica. Ed era pure ora, a ben vedere. Perché Thimbleweed Park è un autentico salto nel passato, sin dal primo istante, ma con un'evidente sensibilità moderna che ne esalta ulteriormente le qualità. È quel che sarebbe oggi una 'vera' avventura Lucas basata sullo SCUMM, ma in chiave saggiamente rivista e corretta. È il passato che torna per perseguitare il sonno di chi vuole risolvere ogni enigma e ammirare ogni singolo pixel, come direbbe il buon vecchio Egg Shen (là, dritto dritto dal 1986). È un viaggio contorto in un'America ancor più contorta, ma senza i vicoli ciechi e le morti improvvise che caratterizzavano le avventure grafiche dei bei tempi che furono. È una sorta di Twin Peaks (l'originale) tutto da ridere. È, in altre parole, l'essenza stessa del modo giusto di reintepretare i vecchi generi videoludici al giorno d'oggi.

Ambientato nell'omonima cittadina decaduta nell'anno 1987, Thimbleweed Park prende il via con un cadavere senza nome e una coppia di ambigui agenti federali. Ha un avvio da giallo di stampo classico, quindi, con un umorismo strampalato che colora il tutto a tinte vivacissime. Bastano pochi minuti, però, per entrare nel vortice di una storia ben più complessa. Del cadavere, a quanto pare, non frega granché a nessuno e parecchi personaggi sembrano avere un secondo fine o una vita nascosta. E questo è soltanto il principio: l'avventura non si limita a concedere al giocatore l'interazione con gli agenti federali, ma mette sotto il suo controllo anche un volgarissimo clown in rovina, un fantasma e un'aspirante sviluppatrice di videogiochi.

Ogni personaggio ha un background completissimo, narrato in caso di necessità tramite dei brevi flashback interamente giocabili, e le storie di tutti gli eroi e antieroi si intrecciano in modo tanto imprevedibile quanto stretto. Da Ron Gilbert e soci, del resto, non sarebbe stato lecito aspettarsi nulla di meno: l'impianto narrativo di Thimbleweed Park brilla e riluce in ogni istante e intesse una memorabile tela di battutacce, segreti, sogni, battibecchi, speranze, disgrazie e chi più ne ha, più ne metta. La cittadina, da parte sua, rappresenta uno sfondo perfetto per queste vicende. È ridotta in uno stato di semiabbandono che fa risaltare ancor di più le località ancora attive e gli improbabili personaggi che le popolano ed è cucita su misura sui misteri e sui problemi che vengono proposti al giocatore.

Laddove i dialoghi e i cittadini di Thimbleweed Park sono intrisi sino all'osso di follia, la progressione e gli enigmi sono quanto di più razionale possa esserci. Gli astrusi e spesso incomprensibili indovinelli delle avventure grafiche del passato sono ormai un lontano ricordo e Thimbleweed Park, pur senza rinunciare a un coefficiente di difficoltà ben calibrato, non chiede al giocatore di seguire un discutibile senso-non-senso imposto da sviluppatori particolarmente 'creativi' o in palese crisi di idee. Ciò incrementa esponenzialmente, come prevedibile (e auspicabile sin dalla notte dei tempi...), il divertimento che è possibile ricavare dall'avventura e ne rimarca con decisione l'elegante modernità strutturale.

Thimbleweed Park, in definitiva, è un gioiello che nessuno dovrebbe lasciarsi sfuggire. Farà soprattutto la felicità degli appassionati delle vecchie avventure Lucas, ovviamente, ma è in grado di offrire qualcosa di magnifico a chiunque. Il sistema di comando non ha superato in totale indennità il passaggio dalla tradizionale accoppiata tastiera-&-mouse al controller, ma resta pienamente utilizzabile in scioltezza e non pone mai veri problemi - tutt'al più qualche piccolo intoppo di poco conto. La suddetta combinazione di tastiera e mouse, tra l'altro, è ufficialmente supportata in questa conversione su PlayStation 4, a riprova della cura certosina riposta in un adattamento che si è fatto attendere (Thimbleweed Park ha iniziato la sua vita su console come esclusiva per Xbox One), ma ha ripagato in pieno la pazienza dei possessori della console Sony e li ha ringraziati con l'apertura della sala giochi della città, che rimarrà ancora chiusa per un po' nelle altre versioni.

[Shrapnel]


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