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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

[nuRetro] Sony PlayStation 4
Graceful Explosion Machine
Vertex Pop
07 08 2017

Disponibile anche su:
[ Switch | Windows ]

Correva l'anno 1981 e Defender non aveva quelli che oggi chiamiamo boss, ma ciò non gli impediva di essere un capolavoro. Ora siamo oltre la metà del 2017 e Graceful Explosion Machine non ha quelli che continuiamo a chiamare boss, ma ciò non gli impedisce di essere un capolavoro. Corsi e ricorsi storici, quindi, che accomunano due giochi di epoche enormemente diverse tra loro, ma ugualmente ricettive - seppure in modo differente - nei confronti degli sparatutto arcade duri & puri. Perché è questo che è Graceful Explosion Machine: uno 'shooter' in stile Defender che prende maledettamente sul serio la sua natura e ne offre solamente il meglio.

La navetta di Graceful Explosion Machine attraversa dei livelli a scorrimento orizzontale che nella maggior parte dei casi, così come accadeva in Defender, sono idealmente disposti su un anello: non hanno quindi un inizio e una fine, ma possono essere solcati all'infinito mentre si va a caccia degli immancabili alieni ostili. Potersi muovere all'indietro senza dover modificare la direzione in cui si sta facendo fuoco è essenziale con una struttura del genere, ed è per questo che il cambio di direzione della navetta è assegnato a un apposito tasto. Un ulteriore pulsante, poi, controlla uno scatto che consente di accelerare repentinamente per un istante e passare indenni attraverso i nemici, prestando però attenzione alle cariche limitate (due) e ritrovandosi nel più totale panico ad attenderne il ripristino in caso di uso improvvido e di conseguente esaurimento.

Queste meccaniche di base funzionano a meraviglia, principalmente perché sono affiancate da un ottimo design dei livelli, da un intelligente piazzamento degli ostacoli aggiuntivi che vanno a complicare l'alternanza tra fuga e inseguimento degli alieni, da un sistema di controllo impeccabile e da una realizzazione audiovisiva apparentemente elementare, ma estremamente elegante. Quanto sin qui elencato, però, non sarebbe sufficiente a a giustificare l'appellativo di capolavoro usato in apertura per Graceful Explosion Machine, che assurge a tale invidiabile rango in virtù del suo sistema di armamento e del modo in cui lo sviluppatore (il gioco nasce quasi interamente dal lavoro del solo Mobeen Fikree, già autore dell'ottimo We Are Doomed) ne ha messo a frutto la smodata flessibilità.

Il piccolo vascello che si controlla in Graceful Explosion Machine è dotato di quattro armi d'ordinanza. C'è un cannone decisamente versatile, che funge da arma di base e si rivela efficace soprattutto contro gli avversari più piccoli. Non è affatto inutile neanche contro quelli di dimensioni più corpose, ma impiega diversi colpi per ridurli a più miti consigli e ha purtroppo la pessima abitudine di surriscaldarsi quando viene messo alle corde. L'uso del cannone va quindi dosato o, per dirla più correttamente, dev'essere mirato, nel senso che bisogna evitare di sparare a vuoto.

Ci sono poi le tre armi aggiuntive, prevedibilmente assai più potenti del sopracitato cannone. La spada produce un fascio circolare che ruota intorno alla navetta: è utilissima per farsi spazio tra i ranghi degli alieni ed è l'unico strumento capace di distruggerne i proiettili, il che ne raddoppia l'utilità. I missili a ricerca sono precisi e letali, con il valore aggiunto di un effetto scenico fantastico. Il raggio laser, infine, devasta qualsiasi cosa sulla sua strada, ma richiede i giusti spazi per poter andare a segno senza infrangersi sullo scenario.

Tutte e tre queste magnifiche armi, però, possono essere usate soltanto quando la relativa barra dell'energia non è vuota. La barra in questione, ovviamente, si consuma man mano che si usano la spada, i missili e il laser e può essere ricaricata unicamente raccogliendo i cristalli rilasciati dagli alieni abbattuti. In pratica, e in breve, bisogna sparare per poter continuare a sparare: ne risulta un ritmo a dir poco indiavolato, anche per via della costante presenza sullo schermo di una gran quota di nemici (ancor più numerosi nei livelli speciali che sostituiscono i classici boss). E non è tutto: ogni arma risulta più o meno adatta a determinate situazioni, cosicché il caos diviene un tutt'uno con la necessità di ragionare prima di far fuoco. Si tratta di una miscela quasi magica nel suo ineccepibile funzionamento, e ha il pregio di rendere davvero unico il flusso dell'azione in Graceful Explosion Machine. Si può 'entrare nella zona', come si faceva negli sparatutto d'annata, ed è in quei frangenti che si apprezza realmente la solidità dell'impianto di gioco, producendosi in passaggi al millimetro e in mortifere bordate di fuoco che vanno a innalzare il moltiplicatore e ad abbreviare il tempo di completamento del livello in corso, spingendo verso l'agognata valutazione S o addirittura S+. Difficile, al momento, trovare di meglio nel campo degli sparatutto di stampo 'ultraclassico-rivisitato'.

[Shrapnel]


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