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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Commodore 64
Catalypse
Genias | Andrea Pompili | Andrea Carboni
06 12 2016

Ingiustamente e incomprensibilmente bastonato da Zzap!64 all'epoca dell'uscita (1992), Catalypse rappresenta probabilmente la più elevata vetta raggiunta dallo sviluppo di videogiochi 'made in Italy' prima dell'avvento di Goscurry. Gli sviluppatori nostrani hanno spesso brillato, in passato, per la loro cifra tecnica e Catalypse non fa eccezione in questo senso, ma lo sparatutto a scorrimento orizzontale prodotto da Genias non ha la sola freccia dell'intenso sfruttamento del 64 al suo arco. È invece un titolo estremamente appassionante, giocabile e curato, a dispetto di quanto affermato nel 92 dai recensori della più celebre rivista di videogiochi britannica di tutti i tempi.

Catalypse potrebbe esser visto come un omaggio ad Armalyte, in particolar modo nel caso in cui se ne prenda in considerazione il look metallico, ma non è affatto un semplice trionfo di piaggeria. Il gioco di Andrea Pompili, al contrario, tenta di sfruttare al massimo i quattro anni passati dall'uscita del capolavoro targato Thalamus e le relative scoperte nell'ambito della programmazione del 64, riuscendo in larga parte nel suo intento. Grafica e sonoro sono quindi al top della produzione temporalmente collocabile nel periodo storico del tramonto del Commodore 64, ma fanno fortunatamente il paio con un sistema di controllo di tutto rispetto.

I comandi di Catalypse richiedono al giocatore una precisione superiore alla media, ma rispondono con rapidità e non cadono mai in fallo, come è giusto che sia in uno sparatutto. La navetta guizza a destra e a manca senza esitazioni ed esplode bordate prive di interruzioni all'indirizzo dei nemici, pur prestando il fianco in questo senso a qualche critica. Nuovamente ingiustificata, peraltro. Perché se è vero che alcuni utenti si sono lamentati in passato della scarsa potenza del fuoco di base del caccia interstellare T2E CATALYPSE, è altrettanto vero che il successo passa per il corretto sfruttamento dei numerosi potenziamenti rintracciabili all'interno di ogni livello. A ogni sparatutto il suo approccio, e questo è quello adatto a Catalypse.

La struttura dei cinque livelli, da parte sua, è sempre interessante e priva di punti morti, mentre i boss possono essere a volte un po' banali dal punto di vista delle strategie di fuoco, ma mai da quello della caratterizzazione grafica. Un ultimo appunto, infine, va dedicato obbligatoriamente alla sequenza finale: è una delle migliori in assoluto sul Commodore 64 e rivela anche un piccolo segreto relativo alla realizzazione del gioco, ovvero l'impiego decisamente creativo di una porzione dello storico SEUCK nella fase di creazione dei fondali. Peccato che per godersi Catalypse e la sequenza conclusiva in questione sia necessario nella maggior parte dei casi ricorrere a un emulatore, visto che la scarsissima reperibilità del gioco ne ha fatto schizzare alle stelle il costo.

[Nyabot]


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