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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Arcade 8 bit
Omega Fighter
UPL
27 09 2015

Ah, gli incompresi! Ce ne sono parecchi nel mondo dei videogiochi, poverini, e Omega Fighter è senz'altro uno di essi. Bollato al tempo del suo debutto come l'ennesimo sparatutto a scorrimento verticale ("Omega Fighter non offre granché che non sia stato già visto", "Ci saranno sempre giochi come Omega Fighter", "A 20 penny a partita è economico e questo è più o meno tutto ciò che posso dire al riguardo" e via di questo passo), Omega Fighter è in realtà uno dei titoli più interessanti tra quelli usciti nel suo settore sul finire degli anni 80.

A parziale discolpa dei detrattori più superficiali, a ogni modo, va detto che Omega Fighter non mira di certo a stupire dal punto di vista della realizzazione tecnica. La grafica è gradevole e colorata, gli sprite in movimento sono parecchi, i fondali sono sufficientemente curati e la colonna sonora è incalzante al punto giusto, ma non c'è nulla che non si possa vedere anche nella concorrenza dell'epoca. È dal punto di vista della struttura di gioco, invece, che Omega Fighter si distingue, in particolar modo se si prendono in esame i sistemi di armamento e di punteggio.

Gli strumenti offensivi disponibili in Omega Fighter sono soltanto due, ovvero un cannone e un laser. Possono essere potenziati ripetutamente tramite la raccolta degli immancabili power-up, ma tale operazione non è affatto banale. Il cannone, infatti, guadagna in ampiezza della rosa dei colpi, ma perde progressivamente incisività. Il laser, al contrario, diventa sempre più potente, ma il suo raggio d'azione decresce a ogni power-up incamerato. La gestione delle armi implica quindi un minimo di ragionamento e una corretta valutazione del rapporto tra rischi e ricompense, soprattutto se si tiene in considerazione anche il sistema di punteggio. Quest'ultima nota è importante alla luce del fatto che Omega Fighter premia con un moltiplicatore che va da 1 a 10 l'abbattimento ravvicinato degli avversari: meno lontani ci si trova dal nemico di turno e più si è in pericolo, ma il potenziale in termini di punteggio sale di pari passo con l'aumento del rischio e la diminuzione della distanza. Niente male per quello che dovrebbe essere il 'solito sparatutto a scorrimento verticale', no?

Omega Fighter, inoltre, schiva con gusto i cliché anche nel campo delle 'smart bomb', sostituite da scudi laterali che possono essere sacrificati per ottenere a seconda dei casi un rallentamento del tempo (utilissimo per avvicinarsi agli avversari e demolirli con il massimo moltiplicatore, fondamentale pure per accaparrarsi vite extra) o la classica esplosione capace di annientare qualsiasi nemico. La modalità per due giocatori, infine, aggiunge ulteriore divertimento a un titolo davvero solido e ingiustamente ignorato per troppo tempo.

[Nyabot]


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