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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sega Mega CD
Sonic the Hedgehog CD
Sega | Sonic Team | Naoto Oshima | Keiichi Yamamoto | Hiroaki Chino | Kenichi Ono | Yuichiro Yokoyama | Takao Miyoshi | Akira Nishino | Matsuhide Mizoguchi
11 07 2015

Mr. Sonic ritorna dopo Sonic 2 e dopo aver mollato il volpigno compagno Tails, a favore delle attenzioni della porcospina Amy Rose e alla faccia di un alter ego maligno e meccanico. Il tutto in un'altra avventura cum piattaforme in cui, guarda caso, la sua missione ecologica e salva-mondo (il satellite Little Planet stavolta) consisterà nello strappare il maggior numero possibile di potenti Chaos Emerald dalle mani di Ivo Robotnik, di professione scienziato e arcinemico degli animali. Certo che i platform game, mi rendo conto, non hanno mai brillato per varietà o profondità dei soggetti, ma quelli ideati dal Sonic Team passavano spesso il limite dell'umana comprensione.

Le aspettative per il tentativo su CD erano comunque molto elevate: la popolarità di Sonic era allora al massimo e il nuovo supporto, almeno in teoria, era in grado di consentire ambiziose divagazioni dal tema principale, sia estetiche che di sostanza. Ma tanto, per non nutrire false speranze, Sonic CD (1993) non ci prova nemmeno e fin da subito ad abbandonare i cliché acquisiti, quelli dei platform classici. Essendo un gioco per Mega CD si comincia, come tradizione voleva, con un cartoon FMV in cui il nostro porcospino, inquadrato in primo piano, corre per valli e colline fino a raggiungere il Death Egg volante del Dr. Robotnik. Il tutto accompagnato da una colonna sonora di qualità e quantità, in cui spicca il funky pop di Toot Toot Sonic Warrior, ancora oggi tra i pezzi più apprezzati tra quelli dedicati ai videogiochi. L'atmosfera funky resta predominante, stranamente più nelle versioni giapponese ed europea che in quella USA, e accompagna l'abituale festival di salti, corse, loop, bonus da collezionare, power-up, acrobazie ed eliminazione massiva di avversari, con stage percorsi nel minor tempo possibile. Con una impostazione più leggera, quindi, rispetto a quella voluta da Miyamoto nei suoi Mario, dove la precisione chirurgica dei movimenti resta un fatto imprescindibile.

In caso vi stiate chiedendo se, alla fine, l'hardware del Mega CD venga sfruttato per produrre qualcosa di più che un'intro piacevole e una bella colonna sonora, la riposta è si. Almeno negli 'special stage' i chip del Mega CD si mettono infatti in moto per produrre un 3D accettabile, sotto forma di una corsa in cui il nostro eroe gareggia contro il tempo per catturare dischi volanti lungo piste in stile Mario Kart. Peccato che, tanto per cambiare, l'impeccabilità dei kart di Miyamoto resti un miraggio, sia qui sia nella corsa estemporanea contro il cattivo Metal Sonic, con controlli scivolosi ed esiti frustranti delle prove. Il che, anche mettendo in conto una buona realizzazione dei panorami, non può che lasciare interdetti, soprattutto se il confronto viene fatto col racer del meno potente Super Nintendo. A parte 'special stage' e buona realizzazione tecnica, il team Sega (produttore Hayao Nakayama, game designer Takao Miyoshi e Akira Nishino, veterani del Sonic Team, ma niente Yuji Naka in prima persona) ha comunque cercato di rendere più plausibile il tutto affidandosi a una maggiore longevità. Ci ritroviamo infatti con una cinquantina di livelli, grazie alle varianti classificate come presente, futuro e passato, e anche con una difficoltà più elevata, con stage più lunghi, complicati e pericolosi.

Teniamo conto però che la sfida, quando si tratta di Sonic o di derivati made in Sonic Team, resta soprattutto affidata al completamento effettivo del gioco e ai miglioramenti del punteggio. E per di più, anche qui, il gameplay scorre liscio e senza inutili intoppi, come al solito. Se si vuole ragionare in termini assoluti la durata di gioco non è quindi comparabile a quella di un Mario qualsiasi, anche perché sul Mega CD le partite potevano per la prima volta essere salvate e recuperate in un secondo momento. Di conseguenza, con un 3D che imita a stento il Mode 7 tridimensionale del Super Nintendo, una stazza che è quella che è, scenari solo vagamente più colorati e una componente platform solida ma convenzionale, Sonic CD non è mai andato al di là dei suoi parenti a cartuccia. Il che può essere un bene (abbiamo un Sonic classico in più) o un male (non era quello che tutti si aspettavano) a seconda dei gusti e della devozione al porcospino blu (molti ancora lo considerano la cosa migliore uscita su Mega CD).

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