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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Amstrad CPC
Sepulcri
Ariolasoft | Reaktor | Chris Sawyer
26 05 2015

Nel 1986 era praticamente impossibile imporsi sul mercato senza avere in catalogo almeno un'avventura isometrica. Ciò era vero in particolar modo per le compagnie impegnate sullo Spectrum e sull'Amstrad CPC e Ariolasoft si vide costretta ad adeguarsi al trend, pubblicando Sepulcri con l'etichetta Reaktor e riscuotendo tra l'altro un buon successo di vendite e di critica con la sua graziosa avventuretta. Non è chiaro il motivo per il quale Sepulcri abbia questo titolo: il gioco si svolge infatti all'interno del computer di un satellite militare, i cui sviluppatori hanno deciso di effettuare gli ultimi test sull'hardware miniaturizzando un robot e infilandolo nelle circuiterie del satellite stesso. Di sepolcri, insomma, non se ne vede neanche l'ombra, ma non è questo il punto.

Il punto è che Sepulcri, al di là di qualche scelta poco condivisibile in materia di controlli, è un gioco sorprendentemente valido. L'ambientazione non ricorda granché l'interno di un satellite e/o di un computer, ma pullula comunque di interruttori da attivare per eseguire la procedura di debug e offre al piccolo robot incaricato di tale missione una buona varietà di strambe architetture da esplorare e di pericoli da evitare. Ci sono gli immancabili spuntoni, ovviamente letali al solo contatto, e delle antipatiche scintille (o almeno questo è quel che sembrano) da evitare a tutti i costi. E ci sono soprattutto dei mortali montoni ('ram' in inglese), apparentemente inseriti da un tecnico sbadato al posto delle memorie RAM del computer che gestisce l'arma orbitale. Viva l'umorismo britannico!

C'è un po' di tutto nel computer associato al satellite, insomma, ivi incluse le piattaforme che è possibile rintracciare in qualsiasi avventura isometrica. Ed è qui che si manifestano le idiosincrasie dei controlli alle quali s'è accennato in apertura. Il robot, infatti, sembra nella stragrande maggioranza dei casi incapace di compiere un balzo se posizionato a contatto con una piattaforma rialzata, il che si rivela assai scocciante nel corso delle manovre in spazi ristretti. È un problema al quale è possibile fare l'abitudine con un po' di pazienza, ma limita parzialmente la giocabilità di Sepulcri (specie quando si manifesta in tandem con i rallentamenti che affliggono le schermate più complesse) e questo è un vero peccato.

Il gioco di Chris Sawyer avrebbe infatti tutte le carte in regola per ambire alla qualifica di piccolo gioiello, ricco com'è di stanze da scoprire e di cose da fare. Una volta rilevati e segnalati tutti i bug, tra l'altro, Sepulcri mette il robot assegnato al giocatore di fronte a una speciale sequenza in cui è necessario modificare delle lettere per formare una frase che funge da codice di uscita e rappresenta l'unica via di fuga dal computer del satellite. Una piccola novità, questa, che differenzia efficacemente Sepulcri dalla concorrenza e che, unita al gradevole senso dell'umorismo che permea l'avventura a partire dallo striminzito manuale, fa sì che valga la pena riscoprire il gioco di Chris Sawyer a dispetto delle sue imperfezioni.

[Nyabot]


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