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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Sinclair ZX Spectrum
Avalon
Hewson | Graftgold | Steve Turner
28 12 2014

Indicato con grande enfasi da Hewson come il primo esemplare di una nuova specie, ovvero quella dei cosiddetti '3D adventure movie', Avalon viene ricordato ancor oggi come un titolo capacissimo di innovare sul serio e di spingersi ben al di là dei proclami pubblicitari. Merito di uno Steve Turner in stato di grazia, in buona misura, ma anche della proverbiale attenzione ai dettagli e alla qualità costantemente professata da Hewson e raramente sconfessata dai fatti.

Per essere un precursore delle moderne esperienze cinematografiche interattive, a dire il vero, Avalon non spende molte risorse nell'ambito della trama. Corre l'anno 408, l'Europa è più o meno nel caos e lo stregone Maroc viene portato su una misteriosa isola in seguito alla profezia di una donna apparentemente fuori di sé. L'isola cela chiaramente un segreto, ovvero la sua elezione a residenza da parte di un oscuro Signore del Caos che Maroc deve prevedibilmente ridurre a più miti consigli. Da qui in poi, però, Avalon gioca le sue carte con sorprendente perizia.

Il titolo pubblicato da Hewson può sembrare inizialmente un 'arcade adventure' di stampo classico, perlomeno a giudicare dall'impostazione grafica, ma sin dai primi istanti ci si rende conto che le cose stanno diversamente. Il sistema di controllo, per esempio, non è propriamente diretto: è invece necessario attivare degli incantesimi che consentono di eseguire le azioni contemplate dal sistema di gioco, ivi inclusi i semplici movimenti. Ciò è dovuto al fatto che non si controlla il vero Maroc, bensì una sua proiezione astrale: la faccenda potrebbe apparire banale, ma a ben vedere non lo è affatto.

L'obbligo di recuperare e mettere a frutto gli incantesimi per interagire con l'enorme mondo di gioco (più di 200 schermate), tanto per cominciare, sposta con decisione l'ago della bilancia verso l'esplorazione e il ragionamento, pur senza togliere importanza alla sopravvivenza e alle varie modalità con cui è possibile venire a patti con le creature che minacciano la proiezione astrale di Maroc. Il bestiario, tra l'altro, è sufficientemente vasto e ogni avversario presenta comportamenti specifici, che vanno appresi e ricordati per incrementare le chance di successo dello stregone. Questi ha comunque a disposizione una vasta gamma di incantesimi per portare a termine la sua missione, il che conferisce all'avventura una varietà e una complessità a dir poco invidiabili.

Ci vuole un po' di tempo, però, per assistere alla vera magia di Avalon, ovvero la natura persistente del suo mondo. Le azioni del giocatore, in breve, influenzano in maniera tangibile lo scenario, gli oggetti in esso contenuti e le creature che lo popolano e non si può fare a meno di meravigliarsi di fronte a una caratteristica del genere in un titolo uscito nel 1984 su una macchina con appena 48 kilobyte di memoria. Aprire le porte che separano le varie località da esplorare, a dire il vero, potrebbe essere più semplice (o almeno più intuitivo) e a volte i controlli possono confondere, ma si tratta di piccolezze che non possono e non devono distrarre dal giusto riconoscimento del valore e della rilevanza storica di Avalon.

[Nyabot]


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