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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sega Mega Drive
Shinobi III: Return of the Ninja Master
Sega | Tomoyuki Ito | Takeshi Matsuhashi | Naohisa Nakazawa
20 07 2014

Per essere rimasto essenzialmente lo stesso gioco dall'esordio del 1987, Shinobi ha avuto un numero sorprendente di alti e bassi nelle sue numerose riedizioni. Ciononostante lo standard è restato sempre sufficientemente alto, anche quando il colpo non è andato a centro, come nel caso di Shinobi III (Mega Drive, 1993) che non sarà stato un capolavoro, ma è comunque riuscito a rendere contenti i tanti fan del ninja Joe Musashi. Il quale continua a portare avanti l'eliminazione massiccia dei cattivi di turno, ai comandi del solito riesumato Neo Zeed, ricorrendo più alle maniere forti che alla sottile arte della tattica e dell'attacco improvviso, come ortodossia vorrebbe. Lo stile è insomma quello di Rolling Thunder o dei coin-op platform/shooter/beater che allora dominavano la scena: il nostro eroe mascherato, infatti, viaggia generalmente da sinistra a destra lungo una ventina di livelli, salta e mena le mani, si adopera addirittura nel campo della magia, ma soprattutto usa con maestria le armi classiche dei vecchi ninja, alla faccia del progresso e delle pistole automatiche. Abbandonato il cane che lo aveva accompagnato nel precedente Shadow Dancer, che molti possessori di Mega Drive consideravano il migliore episodio del lotto, qui Joe si affida esclusivamente alle proprie abilità manuali e sportive (gli capita anche di ricorrere a un cavallo e a una tavola da surf motorizzata per inseguire i suoi nemici).

Ma allora, dato che il meccanismo di base non era cambiato e che si era tentato pure di inserire qualche nuovo elemento dinamico, perché mai Shinobi III ai tempi è stato accolto da alcuni con una certa freddezza? Il problema è che arrivava tardi e se l'attesa ne aveva guadagnato, diventando parossistica, il contorno era ormai differente da quello del 1987, con generi che si stavano esaurendo e nuove macchine che promettevano rivoluzioni (il che spiega ancora di più il fallimento dello Shinobi comparso sul Saturn). Il nostro eroe continuava a fare il suo mestiere, in fondo, ma quelli a cui l'argomento non interessava più erano diventati troppi. Mettiamoci anche che le innovazioni di cui sopra erano in fondo marginali e che l'impostazione grafica voluta dai produttori Takami e Kaneyasu concedeva solo rari sprazzi di classe, con invece qualche caduta di troppo. Mettiamoci anche che la durata di gioco non risultava particolarmente ampia, alla faccia dell'estensione di memoria della cartuccia, e che la colonna sonora, non più curata da Yuzo Koshiro (al timone del reparto audio in The Revenge of Shinobi), non era di quelle indimenticabili. Il quadro complessivo non poteva che indicare, insomma, un declino della franchigia, comunque ben lontana da una vera fine, come l'ultima versione per Nintendo 3DS dimostra. Peraltro le qualità di base di Shinobi rimangono qui inalterate, con comandi che rispondono alla perfezione, nuove mosse, boss spettacolari, velocità aumentata e un minimo di ragionamento legato alla natura platform del gioco. Non abbastanza, evidentemente, per fargli guadagnare nuovi adepti, ma abbastanza per mantenere intatto l'appoggio del pubblico tradizionale.

[NO1]


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