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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Sinclair ZX Spectrum
Feud
Bulldog | Binary Design
19 07 2012

Le scaramucce tra fratelli, di solito, si risolvono in maniera tutt'altro che drammatica. Qualche ceffone può volare qua e là, accompagnato da insulti di vario genere, ma raramente si arriva a misure più estreme, soprattutto ora che il ricorso agli avvocati e le cause legali hanno sostituito le risse nel ruolo di principale passatempo degli attaccabrighe. Nel buio medioevo di stampo fantasy di Feud, però, non ci sono tribunali e le schermaglie tra fratelli si svolgono in maniera più drastica, in particolare quando i consanguinei sono due stregoni dotati di spaventosi poteri magici. Diamo quindi il benvenuto a Learic e Leanoric, che per sistemare la loro querelle una volta per tutte hanno scelto di lottare fino alla morte di uno dei contendenti.

Il combattimento va ovviamente condotto a suon di incantesimi, disponibili peraltro in quantità e orientati tanto all'attacco quanto alla difesa, ma ogni sortilegio ha bisogno di esser preparato tramite il reperimento dei giusti ingredienti e la fusione degli stessi nell'apposito calderone. Una volta indossati i panni di Learic, quindi, è necessario andare a caccia delle piante richieste per l'acquisizione degli incantesimi, il che si risolve nell'approfondita esplorazione del vasto terreno di caccia allestito dagli sviluppatori. La mappa vanta un'estensione decisamente degna di nota e offre diversi tipi di paesaggi, ma non è questo il suo reale punto di forza. Il vero valore delle ambientazioni di Feud, infatti, sta nella diabolica morfologia delle località disegnate da John e Ste Pickford (colonne portanti del team Binary Design), tanto intricate da risultare ostili quasi quanto l'agguerrito Leanoric. Capita spesso, per intenderci, di vedere l'ingrediente che si sta cercando sullo schermo, a pochi metri dal proprio personaggio, eppure di non poterlo raggiungere a causa della presenza di una siepe o di un muro, ed è soltanto in frangenti di questo tipo che si realizza appieno quanto possano essere contorte e labirintiche le strutture frapposte tra il giocatore e i suoi obiettivi. Lungi dal costituire un fattore di frustrazione, però, tanta perfidia architettonica accresce il piacere dell'esplorazione e della ricerca e completa alla perfezione la tensione che pervade l'intero gioco.

Tensione che, da parte sua, deriva dalla condivisione delle stesse necessità da parte di entrambi i fratelli. Anche Leanoric, in altre parole, deve prepararsi allo scontro finale raccogliendo erbe assortite e vaga quindi per il mondo di gioco sin dall'inizio dell'avventura. La sua posizione non viene rivelata con precisione, a meno che i fratelli non vengano a trovarsi nella stessa schermata, ma la bussola posta in fondo allo schermo ne indica approssimativamente la collocazione rispetto a quella del giocatore, che viene precipitato in uno stato di perenne e comprensibile ansia. Perenne e comprensibile, sì: cosa potrebbe accadere, infatti, se ci si dovesse imbattere in Leanoric senza aver messo in cascina almeno un paio di incantesimi e se l'avversario, al contrario, fosse già provvisto di qualche letale prodigio magico? E il bello di Feud, in fin dei conti, è tutto qui: il sistema di controllo funziona senza intoppi, le lande da esplorare sono ampie quanto basta e la disponibilità di una dozzina di diversi sortilegi giova enormemente alla varietà, ma è la presenza di un antagonista che pare comportarsi come un umano, pur essendo controllato da un (vecchio!) computer, a distinguere il gioco dalla massa e ad avergli permesso di affrontare il passaggio del tempo senza perdere un briciolo della sua validità e del suo fascino.

[Shrapnel]


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