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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Commodore VIC-20
The Sword of Fargoal
Epyx | Jeff McCord
07 06 2013

La versione VIC-20 di The Sword of Fargoal, ovvero l'originale, è stata programmata da Jeff McCord in BASIC, perlomeno a detta dei soliti beninformati. Il che, a un anno dalla pubblicazione sul VIC-20, creò non pochi grattacapi a McCord e ai suoi compari in fase di conversione del gioco sul Commodore 64, mentre oggi come oggi potrebbe lasciare a bocca aperta più di un avventuriero stagionato. The Sword of Fargoal, infatti, è un gioco assolutamente fenomenale: pensare che sia stato assemblato con un linguaggio utilizzato dalla maggior parte dei possessori di home computer degli anni 80 per scrivere sullo schermo "Hello world!" una o due volte prima di caricare un gioco su nastro... beh, può essere davvero sorprendente.

Vera o no che sia la faccenda del BASIC, The Sword of Fargoal ha il suo principale punto di forza nell'accessibilità, solitamente estranea agli esponenti del suo genere d'appartenenza. L'obiettivo del giocatore consiste nell'esplorare una serie di segrete, scendere sempre più in profondità, recuperare una spada magica e riportarla in superficie entro un limite di tempo prestabilito. Il conto alla rovescia, in combinazione con il costante movimento degli avversari (perlomeno quando sanno di avere il giocatore a portata di mano), dona a The Sword of Fargoal un ritmo piuttosto sostenuto, in particolare per un 'roguelike', e il dinamismo generale dell'avventura viene ulteriormente incrementato dalla semplicità dei controlli. Il joystick è il mezzo di interazione utilizzato più di frequente, mentre ai tasti sono delegate alcune funzioni secondarie che rivestono comunque una notevole importanza: ne deriva un'immediatezza esemplare, che non deve però far pensare che il gioco sia facile. Tutt'altro!

Tra avversari assetati di sangue, labirinti che si svelano alla vista soltanto man mano che li si perlustra, esperienza da guadagnare per migliorare le capacità dell'eroe e tesori da incamerare e poi sacrificare per ottenere il plauso degli dei, sono davvero tanti gli elementi da tenere in considerazione in The Sword of Fargoal. Niente di che, per gli standard odierni, ma all'epoca era difficile trovare un gioco capace di trasmettere in maniera più efficace il brivido dell'esplorazione e della scoperta. La grafica, del resto, era sì essenziale, ma riusciva nell'intento di mettere in scena delle segrete contorte e misteriose, accrescendo una sensazione di immersione che ha contribuito a fare di The Sword of Fargoal una pietra miliare nel suo apprezzato e immortale genere.

[Nyabot]


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