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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Atari 2600
Ms. Pac-Man
Atari
07 11 2013

La versione 2600 di Ms. Pac-Man si è dimostrata sin dal suo esordio divertente, tecnicamente sorprendente e in definitiva estremamente valida, ma è stata ai suoi tempi soprattutto una sorta di biglietto di scuse; un po' tardivo, forse, ma comunque ben accetto. Un biglietto ovviamente indirizzato ai possessori di VCS/2600, spinti a investire i loro sudati risparmi nell'acquisto di Pac-Man e rimasti poi inorriditi di fronte all'infima qualità della conversione, realizzata in fretta e furia e con mezzi inadeguati e successivamente passata alla storia per la sua inenarrabile bruttezza.

Ms. Pac-Man, invece, tocca tutti i tasti giusti e offre una ragguardevole fedeltà al coin-op originale, perlomeno in relazione alle limitazioni del 2600. La grafica è semplice e blocchettosa, ma presenta una ragionevole somiglianza con quella della macchina da bar ed eccelle in particolar modo dal punto di vista cromatico. I labirinti cambiano tinta, oltre che struttura, ogni volta che si procede oltre un certo numero di livelli e i fantasmi sono colorati in maniera appropriata. La signorina Pac-Man, inoltre, è sufficientemente arrotondata da richiamare la sua controparte da sala (della quale mantiene anche il fiocco sulla... err... testa), contrariamente a quanto accadeva nella versione 2600 di Pac-Man, il che costituisce un graditissimo miglioramento.

Le sequenze di intermezzo del coin-op, purtroppo, non figurano nell'adattamento per 2600 e la conformazione dei labirinti non rispecchia al 100% quanto visto nell'originale, ma si tratta di piccoli difetti che svaniscono di fronte agli elementi a favore della conversione. Lo sfarfallio, per quanto presente, è ridotto al minimo (e infastidisce quindi in modo trascurabile, così come le righe nere che possono comparire sul lato sinistro dello schermo) e il sistema di controllo risponde senza incertezze, pur richiedendo una discreta precisione nell'impiego del joystick. La musica iniziale, inoltre, è più simile a quella udita nel coin-op di quanto ci si potrebbe attendere e la frutta vagante che regala punti bonus è perfettamente riconoscibile e fantasiosamente colorata.

I quattro diversi livelli di difficoltà, infine, rendono Ms. Pac-Man adatto a qualsiasi giocatore: i neofiti potranno farsi le ossa con la modalità di base (indicata da una simpatica icona a forma di orsetto), che i veterani vorranno evitare accuratamente in favore di quella ispirata al gioco da sala, rappresentata dalle classiche ciliege. Gli altri troveranno senz'altro la loro giusta dimensione nelle due modalità intermedie, ovvero quelle contrassegnate da due e tre orsetti: le differenze, tra l'altro, non riguardano soltanto l'aggressività dei fantasmi, ma anche il loro numero, così da scongiurare l'ansia che immancabilmente aggredisce i principianti quando si trovano chiusi in un angolo da un piccolo esercito di spettri provenienti da ogni dove.

[Nyabot]


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