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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Atari Lynx
Pac-Land
Atari | Joel Seider
24 03 2013

Baciato dalla fortuna nelle sale giochi di tutto il mondo, nelle quali ebbe un discreto impatto soprattutto sul pubblico femminile, Pac-Land si fece notare dagli esperti del settore anche per la sua genesi quantomeno bizzarra. Pac-Man fu infatti uno dei primi personaggi dei videogiochi a raggiungere gli schermi televisivi con una serie animata e fu proprio grazie all'imprevedibile percorso inverso che Pac-Land, chiaramente ispirato al cartoon in questione, vide la luce. A colpire maggiormente gli appassionati del marchio, comunque, fu il radicale cambiamento nella formula di gioco: niente più pillole e labirinti, sostituiti da un Pac-Man dotato di gambe e braccia, da livelli a scorrimento orizzontale e da una semplice meccanica da gioco di piattaforme.

Pac-Man, per farla breve, doveva riportare a casa una fatina, temporaneamente custodita nel suo cappello, e ciò si traduceva nella necessità di attraversare un buon numero di livelli (peraltro assai ben differenziati) infestati dai classici fantasmi. Il prode pallino giallo poteva ovviamente ingurgitare le pillole speciali sparse qua e là per le ambientazioni al fine di acquisire per qualche secondo la capacità di eliminare i fantasmi, ma non era questa la chiave di volta del gioco. A svolgere la parte del leone, come si poteva evincere dopo pochi secondi, erano i salti: ostacoli più o meno ingombranti, specchi d'acqua, sabbie mobili e altro ancora andavano superati grazie ai prodigiosi balzi dei quali Pac-Man era improvvisamente divenuto capace, il che richiedeva una certa precisione.

La frutta vista nel primissimo Pac-Man era ancora presente e poteva essere ingollata per incrementare il punteggio, ma compariva in maniera simile a quella adottata in Wonder Boy e andava raggiunta con destrezza, ovvero saltando. I fantasmi, da parte loro, avevano accesso ai più disparati e bizzarri mezzi di locomozione: ciò ne rendeva in parte imprevedibili i movimenti, donando alle schivate un'importanza equiparabile a quella assegnata dagli sviluppatori ai salti.

Il risultato era un gioco gradevole, anche se monotono sul lungo periodo e indubbiamente semplicistico, e la conversione sul Lynx era più che accettabile. L'audio, in verità, era quasi terribile e spingeva ben presto ad azzerare il volume della console, ma la grafica riproponeva con successo lo stile fumettistico già apprezzato nel coin-op e i segreti del gioco da bar figuravano in buon numero (anche se non nella loro totalità) sulla sfortunata console portatile prodotta da Atari. Era il ritmo, però, il maggior pregio dell'adattamento, che filava via con buona rapidità e con una certa scorrevolezza e intratteneva quindi con efficacia, perlomeno sino all'inevitabile insorgere della monotonia.

[Nyabot]


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