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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Nintendo NES
Pin-Bot
Nintendo | Rare
14 04 2013

Oggi come oggi le trasposizioni digitali dei più famosi flipper della storia rappresentano una realtà consolidata, come dimostrano le ottime raccolte che imperversano sui formati più diffusi, ma nel 1990, quando Nintendo distribuì Pin-Bot sul NES, erano una vera novità. Realizzato sulla base dell'omonima macchina da bar targata Williams, Pin-Bot si presentò al pubblico come una delle primissime riproduzioni di flipper su licenza, se non come la prima in assoluto, e l'ottimo lavoro svolto da Rare in fase di adattamento fruttò allo studio britannico le lodi della stampa specializzata e di una cospicua fetta del pubblico.

Pin-Bot può in realtà apparire semplicistico, se provato dopo una prolungata esposizione a prodotti più moderni come l'eccellente The Pinball Arcade per PlayStation 3 e PlayStation Vita, ma se si tengono presenti i limiti del NES e delle macchine degli anni 80 in generale non si può fare a meno di meravigliarsi della giocabilità della simulazione e della fedeltà alla macchina originale. I colori impiegati non sono moltissimi e sono spesso accostati in maniera bizzarra, ma ciò non toglie che il tavolo visualizzato sullo schermo riproduca in maniera sorprendentemente accurata quello del flipper prodotto da Williams. Il limitato spazio disponibile, inoltre, viene sfruttato in modo quantomeno ingegnoso, visto e considerato che la metà inferiore dello schermo è ancorata ai flipper, mentre quella superiore segue il movimento della pallina e consente di tenere sotto controllo l'azione in modo sufficientemente agevole. L'audio, da parte sua, è altrettanto accurato e offre persino qualche campionamento vocale, la cui riproduzione impone però un temporaneo arresto degli eventi. Le regole di base dell'originale vengono rispettate in pieno, così come quelle relative ai punteggi, ma sono soprattutto le modalità di movimento delle biglie a colpire positivamente. Le reazioni delle palline sono credibili e, di conseguenza, prevedibili, seppur entro certi limiti, e la notevole reattività dei flipper completa il quadro di una simulazione estremamente godibile.

All'epoca della sua uscita, però, Pin-Bot per NES non incontrò i favori di tutti gli appassionati del flipper dal quale discendeva, soprattutto a causa dell'inserimento di elementi di stampo prettamente... videogiocoso. A partire dal secondo livello, infatti, facevano capolino veri e propri avversari impegnati a scorrazzare per il tavolo e complicare la vita al giocatore, mentre la pallina poteva assumere forme piuttosto bizzarre al fine di far salire il livello di difficoltà con il suo rinnovato comportamento. I puristi, prevedibilmente, non gradirono la mossa operata da Rare, ma forse non tennero conto del fatto che, con un solo tavolo a disposizione, Pin-Bot sarebbe probabilmente divenuto un po' noioso sul lungo periodo senza l'adozione degli accorgimenti finiti sotto il fuoco incrociato dei detrattori. Sacrificando un pizzico di fedeltà al flipper originale, in fin dei conti, Rare riuscì a dare a Pin-Bot una certa varietà, indiscutibilmente essenziale per prolungare l'aspettativa di vita del gioco.

[Nyabot]


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