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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sega Mega CD
Road Avenger
Sega | Wolf Team | Data East | Telenet
11 11 2013

Abituati come siamo a una qualità grafica inimmaginabile solo qualche anno fa, non dovremmo meravigliarci di fronte a quello che succede in Road Avenger (Sega Mega CD, Wolf Team, 1993). E invece questo vecchio gioco (si deve tornare indietro fino al coin-op Data East/Toei del 1985 per arrivare alle origini di questa conversione) fa ancora oggi la sua bella figura grazie a una impostazione in stile manga/anime esemplare, stranamente poco o per niente intravista, almeno in un modo così ortodosso, nel mondo dei videogiochi. Introduzione, 'cut-scene', impianto visivo e colonna sonora hanno davvero poco da invidiare a un cartoon giapponese, magari uno di quelli fatti bene e non indirizzati a un pubblico infantile. Anche la trama, che in un ambito come questo assume una certa importanza, presenta elementi cinematografici adulti che non possono che rendere più plausibile il tutto (il nostro eroico pilota di supercar, vendicatore della strada ma anche difensore della legge, decide di combattere il crimine perché una gang gli ha ucciso la moglie durante la luna di miele). Detto questo, non è che un laser game degli anni ottanta, arrivando su una console potenzialmente più moderna ma con problemi innati di definizione grafica, palette, gestione del frame rate e con una tradizione incombente di riproduzioni pigre, potesse poi fare più di quello che la sua natura gli consentiva.

E a dire la verità, come in tanti altri esempi di questo arcaico genere, ho pure qualche dubbio che si possa parlare di vero videogioco. Come da copione, infatti, l'azione consiste solo nella risposta a una serie di sollecitazioni che appaiono sullo schermo sotto forma di segnali direzionali o suggerimenti improvvisi, tipo frena qui o inserisci il turbo là. Il ritmo è superiore a quello che si può ritrovare in classici analogamente concepiti, come Dragon's Lair o Space Ace, ma la ripetitività è come al solito insopportabile e la durata di gioco può al massimo arrivare a un week-end di buona volontà, alla faccia delle sole tre vite concesse di base. Dopodiché restano unicamente la memorizzazione dei tracciati (rappresentati sotto forma di filmati cartoon con visuale in soggettiva), un benvenuto settaggio della difficoltà e il superamento dei punteggi ottenuti, senza che varianti di qualsiasi tipo intervengano a cambiare davvero il corso delle cose. Per fortuna la nostra auto, inquadrata da dentro l'abitacolo, risponde abbastanza bene ai pochi comandi richiesti, mentre la varietà degli eventi legati al traffico, ai pericoli improvvisi e all'inserimento di ambientazioni ben differenziate (isole pedonali, canyon, stabilimenti balneari, fabbriche, centri commerciali, vicoli, strade di montagna e superstrade, campi coltivati ecc.) assicura un'illusione di guida che in realtà non c'è. Gli elementi di contorno, come auto e moto di passaggio, pedoni, esplosioni, frane e massi e ovviamente gli avversari veri e propri, entrano spesso in scena per complicare la vita al protagonista, soprattutto negli ultimi dei nove stage presenti, ma il gameplay punisce le collisioni solo in maniera parziale e gli scontri diretti sono quasi un pro forma (abbiamo appunto parlato degli avversari come elementi di contorno). Alla fine Road Avenger resta quindi poco più che una curiosità storica, per quanto sorprendente, con una delle minori stazze mai incontrate nella storia dei videogiochi (una trentina di minuti di full motion video in tutto) e, nello specifico, con qualche problema di frame rate da ricondurre ai chip dell'accoppiata Mega Drive/Mega CD. Ma almeno non ci vogliono più le improbabili centomila lire che ci volevano per portarselo a casa nel 93.

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