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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Sega Master System
Rastan
Taito
07 11 2011

Correva il remoto anno 1987 quando Rastan raggiunse le sale giochi di tutto il mondo, e dal momento del suo debutto i giochi d'azione a scorrimento orizzontale non furono più gli stessi. Oltre a proporre un'ambientazione fantasy tanto affascinante quanto chiaramente presa di peso dalle storie del leggendario Conan, infatti, Rastan adottava tutta una serie di piccoli accorgimenti volti a rendere più intriganti le meccaniche di gioco. Il nerboruto barbaro controllato dal giocatore, tanto per fare un esempio, poteva essere parzialmente governato nel corso dei salti (durante i quali poteva anche attaccare in diverse direzioni) ed era in grado di attaccare i suoi avversari senza per questo dover fermare la sua avanzata. Armi aggiuntive, scenari piuttosto complessi, nemici di varia natura e perfidia e boss spettacolari completavano infine il quadro, contribuendo a offrire un'esperienza di gioco senza pari per l'epoca e ancor oggi validissima.

Tentare di replicare tutte le meraviglie di Rastan sul Master System sarebbe stato probabilmente un suicidio: l'originale da bar era ben noto per la notevole caratura grafica e l'ampiezza degli scenari, ovvero una coppia di elementi che avrebbe indubbiamente messo in crisi la piccola console Sega. Gli sviluppatori della versione domestica, quindi, scelsero di adattare il gioco piuttosto che convertirlo in maniera fedele, ma zoppicante, e il tempo diede loro ragione. Piccoli scatti e occasionali impuntamenti non mancano in Rastan per Master System, a onor del vero, ma sono assolutamente trascurabili, soprattutto alla luce del buon lavoro complessivo fatto da programmatori, grafici e musicisti.

I livelli visti nel coin-op risultano più brevi e compatti nell'adattamento per l'8 bit di casa Sega, ma non perdono una briciola del ritmo degli originali e appaiono in alcuni casi ancor più serrati e densi di trappole e avversari. La grafica e il sonoro riproducono i tratti distintivi dell'impianto audiovisivo del coin-op, seppur in scala ridotta, mentre l'ossatura del gioco vanta persino alcune aggiunte nei confronti dell'originale da bar: Rastan è più agile, più resistente a determinate trappole e può avventurarsi in un livello appositamente creato per la versione Master System. La console prodotta da Sega, tra l'altro, fu l'unica tra quelle 'da salotto' a ricevere la visita del barbaro di Taito, che si limitò a comparire sugli home computer dell'epoca e sul Game Gear con risultati altalenanti, ma comunque mai all'altezza di quelli raggiunti sul Master System, protagonista di una prestazione inaspettatamente brillante.

[Shrapnel]


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