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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Game Boy
Asteroids
Accolade | The Code Monkeys
11 02 2013

Che ci crediate o no, questa è una conversione del molto molto vecchio gioco Atari, presente in tutte le sale, salette e postriboli da bar all'inizio degli anni ottanta, e che ci crediate o no rappresenta un'eccellente scelta tra i tanti titoli per Game Boy degli anni novanta. Come allora siete ai comandi di una navetta spaziale fornita di ala a delta, dotata della possibilità di ruotare sul suo asse per indirizzare al meglio i colpi, di quella di spostarsi sullo schermo e perfino di quella di compiere salti nell'iperspazio in caso di emergenza, tanto per rimescolare le carte e l'esito degli scontri. Tutta questa mobilità sarebbe grandiosa, non fosse che l'astronave si ritrova circondata da numerosi asteroidi, in grado di polverizzarla al minimo contatto e quindi principale bersaglio della nostra contraerea. Il viaggio spaziale è per di più complicato dal fatto che ogni raggio laser finito contro gli asteroidi produce una duplicazione delle fetide rocce, con una figliolanza parziale di frammenti più piccoli e veloci, ma sempre in grado di mandare in fumo la vostra caccia al record (come tutti i coin-op di una volta questo era essenzialmente basato sul punteggio, con tanto di schermate dei record e relativo bug che non permetteva di andare al di là di 99.990 punti per poi ricominciare). Già da questo si possono intuire la difficoltà, la velocità e la grande intensità di Asteroids, qui fedelmente riprodotte: ai tempi però era proprio questa la caratteristica principale di un gioco di successo, come l'immediato entusiasmo dimostrato dal pubblico stava a testimoniare.

L'entusiasmo era addirittura cominciato negli uffici dove lo sviluppatore Ed Logg (autore anche di Centipede e del primo Gauntlet) aveva elaborato il gioco nel corso della seconda metà del 1979, a partire da un'idea del collega Lyle Rains: le file per sbirciare questa nuova meraviglia erano interminabili e in casa Atari si arrivò al punto di riciclare i cabinati di un altro coin-op (Lunar Lander) per presenziare al massimo il mercato. In effetti Lunar Lander e Asteroids condividevano lo stesso tipo di grafica: quella vettoriale, ai tempi molto sofisticata, ancora tipica degli oscilloscopi e riproducibile nei cabinati da sala solo grazie a specifiche schede (in questo caso la costosa e appena elaborata DVG Atari). L'hardware del povero Game Boy, anche dodici anni dopo, non poteva ovviamente permettersi di riprodurre un effetto grafico di questo tipo, e se è per questo non poteva nemmeno andare al di là del solito bianco e nero. I programmatori di The Code Monkeys, con in testa Chris Bankston come produttore, scelsero quindi una più normale grafica bitmap salvando il resto, incluso l'effetto inerziale che imitava la dinamica dei razzi e retrorazzi direzionali e, per quello che si poteva fare, anche l'organizzazione dei comandi del coin-op, altrettanto realistica. Il tutto funziona per fortuna alla grande, con schermate anche troppo affollate, rari rallentamenti e sprite dettagliati degli asteroidi e dei vari UFO che entrano saltuariamente in scena a complicare ancora di più le cose. Cose che rimangono comunque sempre molto ardue, anche se si ricorre ai tre livelli di difficoltà o al '2-player mode' via link del portatile Nintendo: questo, come tutti i classici arcade di una volta, non è un gioco per mammolette. Una vera pietra miliare con cui misurarsi, insomma, (il maggior successo Atari in sala giochi, con più di 70.000 macchine prodotte e apparizioni varie in molti film degli anni ottanta, tra cui War Games) se siete così fortunati da ritrovare in cantina il vostro Game Boy e la vecchia scatola, tra l'altro fornita di bella copertina vintage, di Asteroids.

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